"La fumata nera uscita dal comune di Avellino sulla vertenza Acs non sorprende, ma indigna.
I lavoratori che presidiano la Prefettura da giorni non chiedono favori, chiedono che lo Stato e le istituzioni locali rispettino impegni e responsabilità che qualcuno ha già disatteso troppe volte. Noi come partito della rifondazione comunista siamo al loro fianco, senza riserve".
Lo scrivono in una nota congiunta, Arturo Bonito segretario provinciale partito della rifondazione comunista federazione Irpina e Costantino D'argenio, segretario cittadino Avellino dello stesso partito.
Già nell'ottobre scorso, quando fu deliberata la messa in liquidazione di Avellino Città Servizi, demmo un giudizio netto. Quella scelta fu la conseguenza diretta delle politiche di privatizzazione perseguite negli anni dalle amministrazioni Festa-Nargi, un regalo al mercato privo di qualsiasi logica al servizio della comunità.
Indicammo allora la priorità, ovvero quella di mettere in sicurezza i lavoratori attraverso la loro internalizzazione nel Comune, mantenendo mansioni, salario e diritti e chiedemmo che la prossima amministrazione lavorasse alla re-internalizzazione del servizio. Restituendo al Comune il suo ruolo di erogatore di servizi pubblici essenziali. Quella posizione è ancora la nostra.
Oggi, a pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno ribadiamo che il commissariamento non può e non deve assumere decisioni irreversibili sul destino di questi lavoratori.
Chiediamo alla Prefetta di intervenire affinché nessun atto definitivo di scioglimento della società venga adottato prima che la città si doti di un'amministrazione democraticamente eletta e sosteniamo la richiesta dei lavoratori di una proroga del contratto di servizio che consenta alla nuova giunta di decidere nel merito.
Ai tre candidati sindaco di Avellino chiediamo un impegno pubblico, chiaro e vincolante su tre punti centrali. Partendo dalla salvaguardia integrale di tutti i lavoratori di Acs.
L'internalizzazione nel Comune con mantenimento di salario, inquadramento e diritti, senza scorciatoie verso cooperative, appalti o contratti precari. Poi che si faccia un' accurata valutazione del salvataggio dell'azienda. La strada tecnica per evitare il definitivo scioglimento esiste. Vogliamo sapere se intendete percorrerla. Ed infine la re-internalizzazione progressiva dei servizi, nessun nuovo regalo ai privati, il Comune torni a fare il Comune.
Non chiediamo generiche dichiarazioni di solidarietà. Chiediamo che queste tre cose stiano scritte nero su bianco nei programmi elettorali. Chi si candida a governare Avellino deve dire con chiarezza se intende proseguire sulla strada delle liquidazioni e delle esternalizzazioni, o se ha il coraggio di invertire la rotta. I lavoratori di Acs lo meritano. I cittadini di Avellino lo meritano.