Benevento

Una serata di sentimenti forti. Dal “pasillo de honor” al saluto finale alla tifoseria amaranto, passando per gli abbracci tra i protagonisti. Una serata di sport da incorniciare, come ce ne vorrebbero tante di questi tempi. Si dirà: la posta in palio non valeva certo quella già conquistata, così si può essere sereni e tranquilli come non capita in campionato. Ma l'impressione è che ci fosse davvero solo voglia di esternare sentimenti positivi in un momento in cui anche il calcio vive momenti di esasperazione insopportabile. 

Il “pasillo”, il Benevento finora lo aveva solo ricevuto: dalla Cavese in poi, tutti hanno tributato il giusto applauso ai giallorossi, dal Giugliano fino al Cerignola. Questa volta è stato il Benevento a schierarsi su due fila e far scattare l'applauso al passaggio degli amaranto.

Poi tutto quello che di bello può esserci prima di una gara: gli abbracci tra Floro e Cutolo, amici d'infanzia, tra lo stesso tecnico napoletano con l'ex Bucchi, che non ha mai smaltito quella sconfitta col Cittadella ma ha sempre parlato bene dell'ambiente di Benevento, città dove si è trovato magnificamente. “Mancò un po' di fortuna. Il calcio è anche questo”, dice con l'aria di chi ci soffre ancora. 

Al triplice fischio Floro Flores sente il dovere di andare a rivolgere il suo applauso ai 150 venuti da Arezzo e che hanno assistito alla sfida in Curva Nord. “Glielo dovevo, ad Arezzo è iniziata una bella parentesi della mia carriera, mi ha lanciato nel calcio quello bello. C'è affetto e stima, è una parte di me che porterò sempre dentro. Quell'anno sono retrocesso con l'Arezzo (a causa di punti di penalizzazione), il minimo che potessi fare era andarli a salutare ora che come me sono tornati nel calcio che conta”. 

Potrebbe essere finita qui e invece c'è anche il “carramba che sorpresa”: Floro e Bucchi si ritrovano nello stesso momento davanti allo studio di Ottochannel al Vigorito, quale migliore occasione di concedere l'intervista a due voci, insieme come vecchi amici, come avversari che si ritroveranno l'anno prossimo in quel magnifico campionato che è la serie B. Si parla di presente e di futuro, c'è spazio per i convenevoli, poi l'appuntamento al prossimo campionato. E infine l'abbraccio che chiude una serata di sport vecchio stampo, di cui c'è sempre più bisogno.