Il Napoli potrebbe conquistare già oggi, senza nemmeno scendere in campo, la certezza matematica della qualificazione alla prossima Champions League. Tutto dipenderà dai risultati delle inseguitrici: eventuali passi falsi di Roma e Como spalancherebbero infatti ai partenopei le porte dell’Europa che conta con diverse giornate d’anticipo. In caso contrario, l’obiettivo potrebbe essere centrato domani sera al Maradona battendo il Bologna davanti al proprio pubblico.
Un traguardo importante, tutt’altro che scontato a inizio stagione, che rappresenterebbe il primo tassello concreto del nuovo corso azzurro. Ma mentre la squadra è concentrata sul campo, inevitabilmente iniziano già a rincorrersi le voci sul futuro, soprattutto quelle legate alla guida tecnica.
Il tormentone “Conte resta” o “Conte va via” continua infatti a rimbalzare da settimane, tra indiscrezioni, suggestioni e interpretazioni. Ad oggi non si può escludere nessuno scenario, nemmeno quello di un rinnovo e di una prosecuzione del rapporto. Le certezze, però, sono poche. E il calcio recente insegna quanto sia rischioso dare qualcosa per fatto troppo presto.
Basta tornare con la mente alla scorsa estate, quando Antonio Conte veniva indicato praticamente da tutti come il futuro allenatore della Juventus dopo l’addio di Allegri. Sembrava una formalità, quasi una questione di tempo. Poi la storia ha preso un’altra direzione. Un precedente che invita alla prudenza anche oggi, mentre il Napoli si prepara a vivere settimane decisive tra presente e futuro.
Prima, però, c’è un obiettivo da blindare definitivamente: tornare in Champions League. E sarebbe già un segnale forte per il domani del club azzurro.