Napoli

Giovanni Malagò risponde con diplomazia ma senza sottrarsi al tema sollevato da Aurelio De Laurentiis. L'ex presidente del Coni e candidato indicato dalla Lega Serie A per la presidenza della Figc ha commentato le parole del patron del Napoli – “Roma e il Sud con Malagò possono stare tranquilli” – intervenendo a margine della partenza della “Race for the Cure” al Circo Massimo.

De Laurentiis? È sempre originale, vulcanico”, ha dichiarato Malagò con un sorriso. “Mi sembra che abbia detto anche il centro, ma il punto è che nel calcio nessuno si può permettere di lasciare indietro una parte del Paese, tanto più se c’è da fare un discorso che riguarda le nuove generazioni, i talenti e i giovani”.

Parole che spostano il dibattito da una semplice questione geografica a un tema strutturale per il movimento calcistico italiano. Malagò ha infatti sottolineato come il Sud rappresenti un’area strategica soprattutto per la grande domanda di sport e calcio che continua a emergere dai territori. “Sicuramente al Sud è dove c’è ancora più fame di praticare sport in proporzione, anche per il noto tema degli impianti e delle infrastrutture. È un’area che deve essere supportata, ma questo è un discorso che deve coinvolgere l’Italia a 360 gradi”.

Il riferimento è alle storiche difficoltà infrastrutturali che caratterizzano gran parte del Mezzogiorno: stadi datati, carenza di centri sportivi e pochi spazi dedicati ai giovani. Un tema spesso sollevato anche da De Laurentiis, che negli anni ha più volte denunciato la necessità di investimenti concreti per ridurre il gap tra Nord e Sud.

Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato per il futuro della governance del calcio italiano, con il percorso verso la prossima presidenza Figc che inizia già a entrare nel vivo. E proprio il tema dello sviluppo territoriale, degli impianti e della valorizzazione dei giovani potrebbe diventare uno degli argomenti centrali del confronto politico-sportivo dei prossimi mesi.

Intanto Malagò prova a mandare un messaggio inclusivo: nessuna area del Paese può essere trascurata se l’obiettivo è rilanciare il calcio italiano. E il Sud, in questo senso, continua a rappresentare una risorsa fondamentale da cui ripartire.