Avellino

di Paola Iandolo 

Lo massacrarono di botte con mazze e bastoni nel carcere di Bellizzi fino a condurlo alla morte: per nove imputati si riparte dall'udienza preliminare. Ora la procura contesta il reato di omicidio aggravato dalla crudeltà anche nei confronti di due degli imputati giudcati già con rito abbreviato e che avevano rimediato una condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione. I nove dovranno comparire davanti al gup del tribunale di Avellino mercoledì prossimo, 13 maggio.

Gli sviluppi giudiziari sono arrivati dopo che il Personale della Squadra Mobile della Questura di Avellino e del N.I.C. della Polizia Penitenziaria – Nucleo Investigativo Regionale per la Campania hanno dato esecuzione ad una nuova ordinanza applicativa di Misura coercitiva della Custodia Cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Avellino, su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica per omicidio aggravato.

L'indagine è stata avviata a seguito dei fatti occorsi la sera del 22 ottobre 2024, presso la Casa Circondariale “A. Graziano” di Avellino, e relativa alla rivolta dei detenuti all’interno della predetta struttura, culminata con il grave ferimento di Paolo Piccolo, picchiato brutalmente con mazze e bastoni in ferro, trascinato le scale e colpito con calci e pugni per oltre venti minuti. Trasportato all’Ospedale Moscati di Avellino in prognosi riservata. L’attività investigativa ha consentito di identificare gli autori del pestaggio ai danni del detenuto e di ricostruire le fasi dell’escalation di violenza, conseguente alla contrapposizione tra due gruppi criminali. 

Nei giorni successivi al grave episodio, sono state eseguite delle perquisizioni all’interno dell’Istituto penitenziario ad opera della Polizia Penitenziaria con il consecutivo trasferimento dei detenuti più pericolosi verso altre strutture penitenziarie insistenti anche in altre regioni. In seguito il G.I.P. di Avellino, con ordinanza del 7 marzo 2025, ha disposto la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere.

I familiari di Paolo Piccolo, affiancati dall'avvocato Costantino Ciardiello stanno portando avanti una battaglia legale per aver giustizia per quanto accaduto a Paolo nel carcere di Bellizzi Irpino. I familiari sostengono che anche "gli agenti penitenziari di turno quella sera sono responsabili di quanto accaduto al loro congiunto". Sostengono che "Paolo doveva essere tutelato protetto nel carcere e si doveva fare di tutto per evitare che la porta della sua cella venisse aperta".