Clima teso ai vertici del governo dopo il terremoto interno al ministero della Cultura. Il ministro Alessandro Giuli è stato convocato a Palazzo Chigi per un confronto con la premier Giorgia Meloni e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, all’indomani della decisione di azzerare parte del proprio staff politico e tecnico.
Una scelta che ha provocato irritazione dentro Fratelli d’Italia, soprattutto per l’allontanamento di due figure considerate storicamente vicine al partito: Elena Proietti, segretaria particolare del ministro, ed Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica e ritenuto vicino all’area politica di Fazzolari.
Il vertice riservato a Palazzo Chigi
Giuli è arrivato dall’ingresso posteriore di Palazzo Chigi pochi minuti prima dell’arrivo della presidente del Consiglio. Nel palazzo era già presente Fazzolari, figura centrale negli equilibri interni di FdI e tra i principali consiglieri politici della premier. Secondo quanto trapela dagli ambienti di governo, il confronto sarebbe servito a chiarire le ragioni della decisione presa dal ministro e a valutare le conseguenze politiche dell’operazione. Un gesto interpretato da diversi esponenti della maggioranza come un atto di rottura nei confronti di una parte del partito.
Dopo circa un’ora di colloquio, Giuli ha lasciato Palazzo Chigi senza rilasciare dichiarazioni ed è rientrato al ministero della Cultura.
Malumori dentro Fratelli d’Italia
La vicenda avrebbe alimentato forti tensioni interne nella maggioranza e soprattutto dentro Fratelli d’Italia, dove cresce il malcontento per la gestione politica del dicastero della Cultura. Negli ambienti parlamentari del partito si parla apertamente di irritazione per una scelta considerata improvvisa e non condivisa. L’allontanamento di Merlino, in particolare, viene letto come un segnale politico che coinvolge direttamente l’area vicina a Fazzolari. Nelle ultime ore, tra dirigenti e parlamentari della maggioranza, avrebbe iniziato a circolare anche una domanda sempre più insistente: se il ministro non stia finendo isolato dentro gli stessi equilibri del governo.
Il viaggio a Bruxelles
Nonostante il clima politico acceso, il ministro dovrebbe partire in serata per Bruxelles, dove è previsto un incontro con gli omologhi europei sul fronte culturale. Resta però alta l’attenzione sugli sviluppi interni al ministero e sui possibili riflessi politici della vicenda. L’impressione, negli ambienti della maggioranza, è che il caso non sia destinato a chiudersi rapidamente.