Una frase registrata nel 2017 torna al centro del delitto di Garlasco. Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, parla in auto con i genitori nei giorni del primo interrogatorio davanti all’allora procuratore aggiunto Mario Venditti. Per i carabinieri che hanno riletto quelle intercettazioni, il passaggio è “rilevante” per la sua possibile attinenza ai fatti.
Il dialogo ruota attorno al 13 agosto 2007, giorno in cui Chiara Poggi venne uccisa nella villetta di famiglia. La madre osserva che, se tutto fosse accaduto quando il figlio aveva 19 anni, sarebbe stato peggio. Sempio replica: “Mi è successo a 19 anni”. Una frase che gli investigatori collegano ora alla posizione dell’indagato nella nuova inchiesta, dopo l’archiviazione del precedente fascicolo.
Il peso dell’orario
Il passaggio più delicato riguarda un’altra conversazione del 2017, alla vigilia dell’interrogatorio. Secondo gli investigatori, Sempio sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima: “È successo qualcosa quel giorno” e poi il riferimento alle “nove e mezza a casa”. La fascia oraria è centrale perché nelle sentenze definitive sul caso l’omicidio viene collocato nella mattina, attorno all’intervallo tra le 9:12 e le 9:35.
Per la Procura di Pavia, quella frase può dunque avere un significato investigativo preciso. Non è una prova isolata, ma un tassello che viene messo in rapporto con altri elementi raccolti nella nuova indagine, comprese le intercettazioni più recenti e i soliloqui attribuiti all’indagato.
I rapporti con Chiara e i video
Nelle carte entra anche il tema dei rapporti tra Sempio, Chiara Poggi e il fratello della vittima, Marco Poggi. Gli inquirenti richiamano passaggi in cui l’indagato parla della presenza in casa Poggi e dei rapporti con la ragazza. Un altro fronte riguarda alcuni video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, che secondo i pm sarebbero stati visionati da Sempio.
Su questo punto è stato sentito Marco Poggi, non indagato. L’ipotesi ricostruita nelle carte è che una chiavetta Usb presente nella stanza di Chiara possa essere stata presa o utilizzata durante momenti passati davanti al computer della vittima. Anche questo materiale dovrà essere valutato nel quadro complessivo degli accertamenti.
Verso la richiesta di processo
La nuova indagine arriva dopo anni di verità processuale consolidata: per l’omicidio di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi. La riapertura del filone su Andrea Sempio non cancella quel dato giudiziario, ma introduce una nuova prospettiva investigativa che la Procura ritiene ormai matura.
Dopo la chiusura delle indagini, i magistrati di Pavia si preparano a chiedere il processo per Sempio. Sarà allora un giudice a valutare se le intercettazioni, i riscontri tecnici e le ricostruzioni raccolte siano sufficienti per sostenere l’accusa in aula.