Continua a crescere la preoccupazione attorno al focolaio di hantavirus scoppiato sulla nave da spedizione polare MV Hondius. Nelle ultime ore sono stati confermati altri tre contagi tra i passeggeri evacuati dall’imbarcazione, mentre diversi Paesi europei hanno attivato protocolli di quarantena e sorveglianza sanitaria rafforzata. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Oms e dall’Ecdc, i casi complessivi collegati al cluster sono saliti a otto, con tre morti già accertate.
La nave, battente bandiera olandese, era partita dall’Argentina per una spedizione nell’Atlantico meridionale. Il focolaio sarebbe riconducibile al ceppo andino dell’hantavirus, considerato uno dei più pericolosi perché, in rare circostanze, può trasmettersi anche tra esseri umani. L’Oms continua comunque a definire “molto basso” il rischio di diffusione nella popolazione generale e insiste sul fatto che non esistano elementi per parlare di una nuova pandemia.
Quarantene e controlli sanitari
Nei Paesi Bassi sono stati posti in isolamento preventivo dodici dipendenti ospedalieri entrati in contatto con un paziente positivo dopo alcune criticità nelle procedure di gestione di sangue e urine. Nella serata di ieri sono inoltre atterrati due voli speciali con a bordo 28 persone evacuate dalla Hondius, subito trasferite in strutture dedicate alla quarantena sanitaria.
L’allerta resta alta anche in Italia. Due marittimi transitati tra Campania e Calabria sono stati sottoposti a monitoraggio e isolamento precauzionale nell’ambito delle misure concordate con le autorità sanitarie europee. Il ministero della Salute ha attivato controlli rafforzati sui passeggeri provenienti dalle aree coinvolte e mantiene il coordinamento con la rete europea di sorveglianza epidemiologica.
Cos’è l’hantavirus
L’hantavirus è una famiglia di virus trasmessi normalmente dai roditori attraverso urine, saliva o feci contaminate. Il ceppo coinvolto nel caso Hondius appartiene alla variante “Andes”, osservata soprattutto in Sud America. I sintomi iniziali possono sembrare influenzali, ma nei casi più gravi l’infezione può evolvere rapidamente in una sindrome respiratoria severa.
Gli esperti spiegano che il rischio di contagio resta legato soprattutto ai contatti stretti e prolungati con persone infette o ambienti contaminati. Proprio per questo le autorità internazionali stanno procedendo con tracciamenti molto estesi dei passeggeri e dell’equipaggio.
L’operazione internazionale
L’evacuazione della Hondius è stata coordinata tra Oms, governi europei e autorità sanitarie nazionali. Dopo giorni di isolamento in mare, i passeggeri sono stati trasferiti in modo scaglionato verso diversi Paesi, mentre la nave è diretta nei Paesi Bassi per le operazioni di bonifica e disinfezione.
Gli epidemiologi ritengono probabile che nei prossimi giorni emergano altri casi tra i contatti stretti dei passeggeri già positivi. Tuttavia, al momento non risultano evidenze di una trasmissione diffusa fuori dal cluster originario.