I Carabinieri della Compagnia di Amalfi hanno dato esecuzione nella mattinata di oggi a un'ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica. I provvedimenti riguardano N.D.B., sottoposto agli arresti domiciliari, ed E.C., raggiunto dall'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Entrambi sono indagati a vario titolo per truffa aggravata in concorso ai danni di un'anziana donna residente sulla Costiera Amalfitana.
La dinamica della truffa
Secondo la ricostruzione della Polizia Giudiziaria, il 28 febbraio 2026 la vittima è stata contattata telefonicamente con la tecnica del cosiddetto "finto Carabiniere": un interlocutore si è qualificato come militare dell'Arma, sostenendo che il figlio della donna fosse trattenuto in caserma e a rischio di arresto per un presunto debito con l'Agenzia delle Entrate, e chiedendo la consegna di denaro contante e oggetti in oro custoditi in casa per scongiurare il provvedimento.
Per rafforzare la messinscena, un secondo soggetto ha telefonato all'anziana fingendosi il figlio, invitandola a consegnare denaro e beni di valore a un presunto militare dell'Arma che di lì a poco si sarebbe presentato alla sua abitazione.
Il doppio prelievo e il danno economico
La vittima ha consegnato vari monili in oro al finto Carabiniere. Poco dopo, uno degli indagati ha ricontattato la donna chiedendo ulteriori beni o denaro contante, sostenendo che quanto già ricevuto non fosse sufficiente a tutelare il figlio. A un secondo passaggio presso l'abitazione, alla donna sono stati sottratti altri preziosi per un valore complessivo di alcune migliaia di euro.