Le deleghe diventano un caso. Nuove tensioni nella maggioranza sul dossier giustizia. Dopo le dimissioni di Andrea Delmastro, le deleghe al Dap e alla polizia penitenziaria sono state affidate al sottosegretario leghista Andrea Ostellari, ma Fratelli d’Italia ora chiede che tornino nell’area politica da cui provenivano. Il nodo è nelle mani del ministro Carlo Nordio, chiamato a ricomporre una partita che riguarda potere, gestione delle carceri e rapporti interni al governo.
Il pressing di Fratelli d’Italia
Il nuovo sottosegretario Alberto Balboni, storico esponente meloniano, è arrivato a via Arenula il 22 aprile e attende ancora un perimetro operativo definito. Nel partito cresce l’irritazione: l’idea è che Balboni non sia stato indicato per un ruolo senza peso politico. Per FdI, le deleghe lasciate da Delmastro devono rientrare nella disponibilità del nuovo sottosegretario, soprattutto su un settore delicato come quello penitenziario.
La resistenza della Lega
La Lega, però, non intende arretrare. Ostellari rivendica il lavoro svolto sui temi carcerari e sul sistema minorile, mentre dal suo partito arriva un messaggio netto: se le deleghe devono essere rimesse in discussione, allora va ridisegnato l’intero assetto. Il Dap non è una casella secondaria: significa rapporto con circa 40mila agenti, gestione degli istituti e controllo di uno dei fronti più esposti dell’emergenza carceraria.
La mediazione di Nordio
La via d’uscita potrebbe essere una soluzione di compromesso. Nordio potrebbe restituire a Balboni il pacchetto principale delle deleghe ereditate da Delmastro, lasciando però a Ostellari una competenza specifica sugli istituti minorili e sulla penitenziaria legata a quel settore. Sarebbe un equilibrio utile a evitare uno strappo, ma anche il segnale di quanto il ministero resti attraversato da tensioni politiche non ancora risolte.