Afragola

 

Questa mattina, in via Oberdan, un nuovo crollo ha interessato un edificio situato a pochi passi da una delle fermate dell’autobus più frequentate della città. Il bilancio è di zero feriti per fortuna ma si tratta di un miracolo dettato esclusivamente dal caso. Il cedimento è avvenuto infatti poco dopo le 8:00, orario in cui il marciapiede è solitamente affollato da decine di studenti diretti verso le sedi universitarie. Se il distacco fosse avvenuto solo pochi minuti prima, ci troveremmo a commentare una tragedia annunciata.

A sollevare il caso è l’architetto Antonio Cerbone, esponente dell’Ordine degli Architetti di Napoli e referente della Struttura Tecnica Nazionale di Protezione Civile, che punta il dito contro la gestione approssimativa degli interventi edilizi sul territorio.

L'accusa di Cerbone: "Manca scienza e coscienza"

 

Per il referente della Protezione Civile, il problema non è solo l'invecchiamento degli immobili, ma la qualità dei cantieri moderni. La critica è rivolta a un sistema di interventi spesso frettolosi e privi di rigore tecnico: "Dobbiamo avere il coraggio di parlare di lavori eseguiti male e interventi superficiali", dichiara Antonio Cerbone. "Manca spesso quella 'scienza e coscienza' che dovrebbe guidare imprese, tecnici e proprietà. Serve una verifica seria, attuale e sistematica degli immobili, specialmente per le parti esposte sulla pubblica via come facciate, cornicioni e balconi."

Un dovere civile oltre l'estetica

Secondo l'esponente dell'Ordine degli Architetti, lo stato degli edifici è il termometro della civiltà di una comunità. La sicurezza non può essere considerata un dettaglio burocratico, ma un dovere civile imprescindibile. L'appello di Cerbone è un monito che scuote la coscienza collettiva di Afragola: "Vogliamo essere una città di facciata o una città vera? Perché le facciate, quando sono false, prima o poi crollano". La richiesta è chiara: passare dai proclami a un’azione tecnica e civica concreta che metta in sicurezza il patrimonio edilizio prima che la fortuna smetta di assistere la città.