di Paola Iandolo
Lo hanno picchiato fino a ridurlo in uno stato vegetativo per quaranta interminabili minuti: domani si celebra una nuova udienza preliminare per sette degli 11 imputati. Ora la procura contesta il reato di omicidio aggravato dalla crudeltà nei confronti di coloro che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario. Ma non è escluso che possano essere trascinati nuovamente a processo anche coloro che sono stati giudicati con il rito abbreviato per tentato omicidio, rimediando condanne dai sette ai dieci anni.
La protesta dei familiari di Paolo Piccolo
I familiari di Paolo domani saranno davanti al tribunale di Avellino per protestare. Chiedono che vengano indagati anche gli agenti penitenziari che hanno consentito agli altri detenuti di aprire la porta di Paolo per picchiarlo e chiedono che anche gli altri quattro imputati già giudicati con rito abbreviato vengano nuovamente processati con la più pesante accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà. Sono pronti a coinvolgere il capo del Governo, Giorgia Meloni e il ministro Carlo Nordio pur di avere giustizia per Paolo. I familiari - costituiti parte civile - sono difesi dagli avvocati Antonio De Simone del foro di Nola, Costantino Cardiello del foro di Salerno, Elena Manzi del foro di Roma.
La seconda ordinanza
Gli sviluppi giudiziari sono arrivati dopo che il Personale della Squadra Mobile della Questura di Avellino e del N.I.C. della Polizia Penitenziaria – Nucleo Investigativo Regionale per la Campania hanno dato esecuzione ad una nuova ordinanza applicativa di Misura coercitiva della Custodia Cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Avellino, su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica per omicidio aggravato.
La ricostruzione
L'indagine è stata avviata a seguito dei fatti occorsi la sera del 22 ottobre 2024, presso la Casa Circondariale “A. Graziano” di Avellino, e relativa alla rivolta dei detenuti all’interno della predetta struttura, culminata con il grave ferimento di Paolo Piccolo, picchiato brutalmente con mazze e bastoni in ferro, trascinato le scale e colpito con calci e pugni per oltre venti minuti. Trasportato all’Ospedale Moscati di Avellino in prognosi riservata. L’attività investigativa ha consentito di identificare gli autori del pestaggio ai danni del detenuto e di ricostruire le fasi dell’escalation di violenza, conseguente alla contrapposizione tra due gruppi criminali.
Le perquisizioni
Nei giorni successivi al grave episodio, sono state eseguite delle perquisizioni all’interno dell’Istituto penitenziario ad opera della Polizia Penitenziaria con il consecutivo trasferimento dei detenuti più pericolosi verso altre strutture penitenziarie insistenti anche in altre regioni. In seguito il G.I.P. di Avellino, con ordinanza del 7 marzo 2025, ha disposto la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere.