La vicenda della Ursa Major torna a pesare sui rapporti fra Russia, Corea del Nord e Occidente. Secondo nuove ricostruzioni giornalistiche, il cargo russo affondato il 23 dicembre 2024 al largo della Murcia avrebbe avuto a bordo componenti compatibili con reattori per sottomarini nucleari, forse destinati a Pyongyang.
Il naufragio e le esplosioni
La nave, lunga 142 metri e legata alla società statale russa Oboronlogistics, era ufficialmente diretta da San Pietroburgo a Vladivostok. Prima dell’affondamento, l’equipaggio segnalò esplosioni nella sala macchine. Quattordici marinai furono salvati, mentre due risultarono dispersi.
Il carico non dichiarato
Il manifesto indicava merci non pericolose, ma gli investigatori spagnoli avrebbero rilevato elementi incompatibili con una semplice spedizione commerciale. Il comandante avrebbe parlato di componenti simili a quelli usati nei reattori navali, escludendo però la presenza di combustibile nucleare.
La pista nordcoreana
Il sospetto è che la rotta verso Vladivostok potesse coprire una consegna successiva al porto nordcoreano di Rason. Il caso si inserisce nel rafforzamento dell’asse tra Vladimir Putin e Kim Jong-un, dopo il sostegno militare nordcoreano alla guerra russa in Ucraina.