Napoli

La Polizia di Stato ha eseguito questa mattina, nelle province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno, un'ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura - XI Sezione di indagine (Sicurezza dei sistemi informatici). Il provvedimento ha disposto la custodia cautelare in carcere per 4 indagati, gli arresti domiciliari per 6 e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri 19. Tutti sono indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all'accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio.

L'indagine: la Squadra Mobile di Napoli smantella una rete nazionale

Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Napoli con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Postale e delle Comunicazioni Campania-Basilicata e Molise, sotto il coordinamento della Procura partenopea. L'attività investigativa ha portato alla luce l'esistenza e l'operatività di una struttura criminale organizzata, ramificata in diverse aree del Paese, finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali allo scopo di acquisire illegalmente informazioni e dati sensibili da destinare alla compravendita.

Come funzionava il sistema: pubblici ufficiali corrotti e agenzie di investigazione

Un meccanismo collaudato e sistematico. Al centro vi erano pubblici ufficiali corrotti - tra cui anche appartenenti a varie Forze di Polizia - e imprenditori operanti nel settore delle agenzie di investigazione e del recupero crediti. I primi accedevano abusivamente alle banche dati di interesse nazionale, in particolare quelle in uso alle Forze di Polizia, per estrarre informazioni e dati sensibili. Questi venivano poi ceduti, dietro compenso, a esponenti dell'organizzazione criminale, che li rivendevano a loro volta a società e soggetti interessati, coinvolti o meno nell'illecito traffico.

Cosa veniva venduto: dai precedenti penali ai dati bancari e fiscali

La merce del traffico era costituita prevalentemente da dati sensibili aggregati in veri e propri pacchetti informativi: precedenti penali e di polizia, dati fiscali, retributivi e contributivi, cedolini pensione, informazioni su veicoli e redditi, dati bancari. Tra le vittime delle illecite acquisizioni figurano anche personaggi dello spettacolo, della finanza e dell'imprenditoria, nonché diverse società per azioni.

Il listino prezzi sequestrato: 25 euro per una SDI, fino a 11 per i documenti INPS

Nel corso delle perquisizioni eseguite presso le sedi delle agenzie coinvolte e le abitazioni di alcuni sodali, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato numerosi dispositivi informatici e documentazione utile alla ricostruzione delle condotte illecite. Tra il materiale acquisito figura un vero e proprio listino prezzi, con le generalità e i codici fiscali, il tipo di accertamento richiesto e il relativo costo. A titolo esemplificativo, per una interrogazione alla banca dati SDI i pubblici ufficiali corrotti ricevevano 25 euro, mentre per accertamenti INPS il compenso variava dai 6 agli 11 euro a seconda della tipologia di documento richiesto.

Sequestri per circa 1,3 milioni di euro

Contestualmente all'esecuzione delle misure personali, sono stati sequestrati beni per circa 1 milione e 300mila euro.