Acerra

C’è un’attesa  tra le strade di Acerra. Il prossimo 23 maggio, il Papa incrocerà i volti di una terra che per decenni ha gridato senza essere ascoltata. Papa Leone XIV arriverà nel cuore della cosiddetta "Terra dei Fuochi", non per una visita di cortesia, ma per trasformare un anniversario, l’undicesimo della Laudato Si’, in un atto di giustizia sociale e spirituale.

La "Rerum Novarum" del nostro tempo

«Il Papa viene a scuotere le coscienze», ha esordito monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana, durante la presentazione ufficiale dell’evento. Il suo parallelismo è storico e potente: come la Rerum Novarum di Leone XIII affrontò la questione operaia a fine Ottocento, così la Laudato Si’ oggi rappresenta la bussola per l’emergenza ambientale. 

"Una visita legata ad un documento sulla cura del creato, della casa comune - ha spiegato - che non è un documento ecologista, ma è un documento sulla dottrina sociale della chiesa. Quindi sarà una visita simbolo, ed Acerra sarà il simbolo di tutte le terre ferite del nostro territorio". A Leone, ha annunciato il presule, "chiederò di dire una parola di speranza". Viene qui - ha chiarito il vescovo - a scuotere le coscienze degli uomini e delle donne, delle istituzioni, dei cittadini, dei comitati. Viene ad incoraggiare quelli che già si impegnano, e sono tanti grazie a Dio". Il Vescovo ha poi sottolineato la necessità di continuare il lavoro di bonifica avviato sui territori, grazie anche all'impegno del Commissario Generale Vadalà: "Certo ci è voluta una sentenza della Corte Europea per far smuovere le cose. Ci hanno dato due anni - ha ricordato il vescovo - un anno è già passato, ora si deve dare continuità al lavoro e prevedere altri fondi per portare a termine le bonifiche tanto attese". 

Tuttavia, il presule non risparmia una critica onesta: «La Laudato Si’ è più apprezzata dal mondo laico che da quello ecclesiale. Serve una scossa anche alla Chiesa». Da dieci anni, dodici diocesi campane lavorano affinché la custodia del creato non resti un tema d'élite, ma entri nelle catechesi e nella vita quotidiana delle parrocchie. 

Il programma: tra abbracci privati e preghiera collettiva

La visita del Pontefice sarà scandita da momenti di profonda intensità emotiva. Il cuore pulsante della giornata sarà nell'incontro con le mamme dei tanti bambini che sono morti per cancro e patologie legate all'inquinamento ambientale e i familiari di chi oggi sta lottando per la salute in un territorio ferito e martoriato da decenni di sversamenti illeciti e roghi tossici. 

Il programma del 23 maggio

Ore 08:00: Arrivo in elicottero allo stadio comunale "Arcoleo".

Ore 09:00: L'incontro in Cattedrale. Qui il Papa ascolterà il dolore dei sacerdoti e, soprattutto, delle famiglie vittime dell’inquinamento. Madri e padri che hanno perso figli giovanissimi a causa dei veleni interrati.

Ore 10:00: Il bagno di folla in Piazza Calipari. A bordo della Papamobile, Leone XIV raggiungerà i sindaci dei 90 comuni della Terra dei Fuochi. Insieme a loro, reciterà una preghiera per la cura del creato scritta appositamente per l'occasione.

Una rete istituzionale per la "Casa Comune"

La macchina organizzativa è imponente. Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha annunciato un dispositivo di sicurezza da grandi occasioni: 1.300 agenti, 700 volontari e migliaia di transenne. «C'è nel Santo Padre un'idea forte di custodia della casa comune», ha spiegato il Prefetto, rendendo omaggio ai comitati civici e ai parroci come Don Maurizio Patriciello che,13 anni fa, anticiparono con le loro proteste i temi della dottrina sociale. Il punto di svolta secondo Di Bari infatti è rappresentato proprio da quel grande corteo di cittadini "Fiume in piena" che attraversò le strade di Napoli per chiedere finalmente l'attenzione di Stato e Istituzioni sul problema dei veleni. 

Bonifiche siti inquinati: il piano procede

Le attività di repressione, attraverso la control room, e di prevenzione degli sversamenti stanno dando - è stato ricordato - i risultati sperati grazie però anche a quando messo in campo da Governo nazionale e dalla Regione Campania.  Lo ha sottolineato il prefetto Di Bari che ha poi ricordato i dati relativi ai controlli su strada ma anche ai sequestri di aziende che sfuggono alla filiera della corretta gestione e smaltimento dei rifiuti "perché sequestrare queste aziende che non rispettano le regole significa aver poi minor sversamento di rifiuti". 

"Oggi viviamo una stagione di speranza - ha concluso il prefetto - e non dobbiamo dimenticare che il Governo ha istituito una cabina di regia, coordinata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con la partecipazione del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, del ministro dell'Ambiente, Pichetto Fratin , e del viceministro Vannia Gava e spesso del ministro dell'Agricoltura, la cui attività è stata preziosa".

Il sindaco di Acerra, Tito D’Errico, ha parlato di un evento storico: «Non era mai successo che il Vicario di Cristo venisse qui. È il riconoscimento di una comunità che ha saputo resistere». Al suo fianco, l’assessore regionale all'ambiente Claudia Pecoraro ha ribadito l'impegno della Regione (che sarà rappresentata il 23 dal presidente Roberto Fico) nelle bonifiche, sottolineando come la visita abbracci idealmente il 52% della popolazione campana che vive in territori devastati.

Perché Acerra?

La scelta di Acerra è un simbolo. È il baricentro di un territorio "violentato", come è stato definito in conferenza, ma è anche il laboratorio di una nuova coscienza civica. Papa Leone XIV torna in Campania a pochi giorni dalle visite a Napoli e Pompei, a dimostrazione di una vicinanza che si fa presenza costante. Il 23 maggio non sarà solo una cronaca di spostamenti e discorsi, ma il tentativo di ricucire lo strappo tra l'uomo e la sua terra, partendo da dove quel legame è stato più duramente calpestato.