I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli hanno smantellato un'organizzazione criminale strutturata, con base nel centro storico di Napoli e ramificazioni su tutto il territorio nazionale, responsabile di 116 truffe ai danni di anziani commesse in diverse regioni italiane nell'arco di poco più di un anno, tra il febbraio 2022 e il marzo 2023.
Dieci persone, tutte di nazionalità italiana, sono state arrestate in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura della Repubblica. Nella fase operativa i carabinieri di Tivoli sono stati coadiuvati dal personale del Comando Provinciale di Napoli. I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all'estorsione in forma aggravata.
Come nascono le indagini: due arresti a Guidonia svelano una rete più grande
L'inchiesta ha preso avvio nel giugno 2022 dall'arresto di una 27enne e di un 59enne per una truffa commessa a Guidonia Montecelio, in provincia di Roma. In quell'occasione i carabinieri di Tivoli sequestrarono e analizzarono i telefoni cellulari e le schede SIM dei due fermati: dall'esame del materiale emerse immediatamente che dietro il singolo episodio si celava un'organizzazione di ben altra portata, con base a Napoli e operativa sull'intero territorio nazionale. Analisi dopo analisi, telefonata dopo telefonata, gli investigatori hanno ricostruito il profilo di una struttura solida e gerarchica, con vertici che coordinavano le operazioni a distanza.
La centrale telefonica nel centro di Napoli
Il cuore operativo dell'organizzazione era una vera e propria centrale telefonica allestita in un appartamento del centro storico di Napoli. Da lì i vertici della banda gestivano le chiamate alle vittime, facendo leva sulla loro condizione di vulnerabilità. Il copione era sempre lo stesso: un finto maresciallo dei carabinieri contattava l'anziano prospettandogli gravi conseguenze giudiziarie per sé o per i propri familiari, legate a fantomatiche vicende come un arresto conseguente a un presunto incidente stradale. Per risolvere la situazione veniva richiesto il versamento immediato di una cauzione in denaro o beni preziosi, da consegnare a un incaricato che si sarebbe presentato a breve presso l'abitazione della vittima.
La struttura dell'organizzazione: ruoli definiti e controllo sul bottino
L'organizzazione era articolata con compiti precisi per ciascun membro. I vertici coordinavano le operazioni da remoto, gestivano le telefonate e fornivano agli altri affiliati automobili e telefoni cellulari. A questi ultimi spettava il compito materiale di recarsi nelle abitazioni delle vittime per ritirare denaro e oggetti preziosi. I capi esercitavano anche un controllo stringente sull'esito delle operazioni: gli affiliati erano tenuti a realizzare video per documentare la buona riuscita della truffa e l'entità del bottino raccolto.
Il blitz: sequestrati anche fogli bruciati nel tentativo di distruggere le prove
Quando i carabinieri sono riusciti a individuare il covo nel centro di Napoli, i truffatori erano ancora in piena attività. La perquisizione ha rappresentato un colpo durissimo per l'organizzazione: sono stati sequestrati telefoni cellulari, elenchi di numeri telefonici, appunti e persino fogli parzialmente bruciati nel tentativo disperato di eliminare le prove prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Grazie all'intervento tempestivo, decine di truffe già in corso sono state bloccate prima che potessero essere portate a termine. Il bottino complessivo accumulato dall'organizzazione nel periodo contestato è stimato in quasi mezzo milione di euro.