Benevento

Il tronco provano a realizzarlo Procura e Ordine avvocati, e non solo, con la speranza che la pianta diventi rigogliosa e dia i frutti sperati. Se avverrà, allora vorrà dire che l'innesto è stato azzeccato, perchè hanno agito come fertilizzanti alcune parole chiave: prevenzione, legalità e responsabilità.

Sono quelle che ispirano il progetto contro l'uso delle droghe ('Zero sostanze') che questa mattina ha vissuto presso l'Istituto Alberghiero 'Le streghe', dopo quello introduttivo di qualche settimana fa, uno step illustrativo. Importante perchè mira a coinvolgere gli studenti delle classi II II e IV delle scuole superiori del circondario del Tribunale di Benevento: dunque, non solo della provincia sannita, ma anche dei centri che, prima dell'accorpamento, ricadevano nella competenza del Tribunale di Ariano Irpino.

"A tutti i ragazzi – ha spiegato il procuratore Nicola D'Angelo - verrà chiesto di produrre un video di 3 minuti, poi ogni istituto presenterà quello che un'assemblea giudicherà il migliore”. Complessivamente ne saranno selezionati 10, “3 dei quali approderanno alla finale in programma a dicembre”. D'Angelo, che ha ricordato di essere figlio di docenti,e di aver insegnato per 6-7 anni prima di diventare magistrato, ha sottolineato che la “droga è un fenomeno trasversale che colpisce tutte le classi sociali, dietro il quale si nascondono “tantissimi reati” e gli appetiti della criminalità organizzata “che, attraverso gli spacciatori, ha il controllo del territorio ed incassa proventi che investe altrove”.

Da qui il ruolo della scuola come cuore pulsante della prevenzione, come leva di cultura e formazione. Perchè la repressione, che interviene quando una cosa è già accaduta, non basta. Un ruolo, quello della scuola, evidenziato da Sebastiano Pesce, dirigente Ambito territoriale Benevento, e Paola Guarino, dirigente de 'Le streghe'. L'obiettivo è “catalizzare la sensibilità degli alunni”, affidando ad un “linguaggio diverso come quello del cortometraggio la costruzione di un percorso di vita”. Parola di Stefania Pavone, presidente dell'Ordine degli avvocati, secondo la quale i legali, oltre "che quella difensiva, hanno anche una dimensione sociale: promuovere la cultura della legalità con un'alleanza educativa, sociale e isttuzionale”.

Insomma, una “rete' lanciata anche da Nico Salomone, presidente della Camera penale, che non ha nascosto “le perplessità nutrite inizialmente” per il progetto. “Sono durate pochi secondi – ha aggiunto-, per un penalista è indispensabile conoscere a fondo il fenomeno della tossicodipendenza per difendere al meglio i propri assistiti”. Parere positivo anche da Diego Marino, dirigente del Serd di Benevento, per il quale “il progetto offre tante opportunità, una su tutte: può consentire di cambiare il paradigma dello stigma in quello della patologia, spostando il discorso dalla colpa alla speranza”. Cercando, soprattutto, di capire “pensieri e paure” che spingono verso il consumo di droga.

E' quanto sta già facendo un'iniziativa dell'Asl ('Raccontami una storia') affidata alla psicologa Carmela Longo, che ha notato nella sua esperienza una “costante fissa: i pensieri scarrupatori che i giovani hanno su loro stessi (“Sono sfigato, non ce la farò mai, devo farcela sempre”) ed il mondo esterno (“ Fa tutto schifo”). Se aiutiamo ogni ragazzo ad avere “un dialogo costruttivo con se stesso, forse arriva meglio all'incontro con la droga”, ha concluso.