Avellino

di Paola Iandolo 

"Vanno condannati per la gravità dei fatti acclarati in maniera certa”. Ha iniziato così la sua requisitoria il pubblico ministero Fabio Massimo del Mauro per la vicenda degli stipendi gonfiati all'Asl di Avellino. Il pm ha concluso la requisitoria invocando tre condanne e un’assoluzione per gli imputati nel processo sullo scandalo stipendi gonfiati.

Le richieste 

Del Mauro ha chiesto sei anni di reclusione per G. L. T., dipendente all’epoca dei fatti dell’Asl di Avellino e addetto all’unità Operativa Gestione e Valorizzazione delle Risorse Umane. In sostanza era impegnato nel settore dedicato alla elaborazione dal pagamento degli stipendi, difeso dagli avvocati Umberto Del Basso de Caro e Marcello D’Auria. Chiesti tre anni per M.G.G. all’epoca dei fatti commessa in un negozio ma risultava invece dipendente ASL e per G.N., autista di ambulanza presso il 118 di Calitri, difesi dall'avvocato Alberico Villani. Invocata l'assoluzione per Carmine Montella, medico, difeso dall’avvocato Ettore Marcarelli. Tutti rispondono di truffa aggravata nei confronti dell’ASL di Avellino.


La ricostruzione

Un medico soccorritore del 118 di Calitri, deceduto, percepiva indennità di medico di base e grazie all’utilizzo di nomi diversi, tutti riconducibili ad un unico codice fiscale, incassava doppio stipendio e ore di lavoro gonfiate. Solo nel dicembre 2018 infatti, come scoperto dalla Guardia di Finanza gli erano state attribuite 1068 ore di lavoro, trentacinque ore al giorno. Nel periodo tra il 2015 e il 2018 avrebbe incassato stipendi per circa 800 mila euro. Una commessa che era stipendiata come “medico di continuità”  avrebbe percepito stipendi dal gennaio al marzo 2018, un autista di ambulanza risultava medico di continuità. Tutti collegati al dipendente che si occupava degli stipendi e che aveva attivato anche conti dedicati oltre alle false voci stipendiali e agli orari di lavoro gonfiati per truffare l’Asl. Il tutto è emerso dopo una segnalazione da parte della stessa ASL di Avellino e dalle indagini dei militari delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Avellino.
 

Le richieste della parte civile

La parte civile, l’ ASL di Avellino costituita in giudizio e rappresentata dal penalista Nello Pizza, ha chiesto la condanna per tutti gli imputati, presentando una articolata memoria. In aula per le discussioni dei difensori, si tornerà il 22 giugno quando è prevista anche la sentenza per gli imputati accusati di truffa