Napoli

 E che mezzogiorno sia. Ma si speri vivamente che non sia "di fuoco": perché l'impresa che attende il Napoli contro il Pisa sa molto di spaghetti — visto l’orario insolito della domenica — e molto poco di western. Antonio Conte ha un obiettivo unico e granitico: battere i toscani, già matematicamente retrocessi, per blindare quel pass Champions che rappresenta lo spartiacque definitivo per decidere il futuro.

Meret ritrova i guanti, Milinkovic-Savic in soffitta

In un clima sospeso, Conte sembra intenzionato a rimescolare le carte, partendo proprio dai pali. Alex Meret, quasi finito nel dimenticatoio nelle ultime uscite, è pronto a riprendersi il posto. Paga per tutti Milinkovic-Savic, finito sul banco degli imputati dopo l'incertezza fatale sul terzo gol di Rowe nei minuti finali contro il Bologna. Un avvicendamento che sa di "usato sicuro" per blindare la porta in un match dove la concentrazione sarà tutto.

Il rebus Politano: il "mistero" Beukema

L'assenza di Politano apre un buco a destra e, di riflesso, un dibattito tattico. La soluzione più lineare — avanzare Di Lorenzo inserendo Beukema nella linea difensiva — sembra destinata a restare un esercizio teorico. L'olandese, infatti, pare destinato all'ennesima panchina, con Conte orientato su profili diversi.

Per la fascia, il ventaglio delle opzioni si restringe a tre nomi:

Gutierrez: È l’ipotesi più calda, la carta che garantisce equilibrio e spinta.

Mazzocchi: Il jolly pronto a correre dal primo minuto per non far rimpiangere la qualità tecnica dei titolari.

Spinazzola: L’opzione meno probabile, data la nota ritrosia dell’esterno a calpestare zone di campo che non sente pienamente sue.

Il ritorno del "Re" e l'assenza del pubblico

La vera notizia che scalda l'ambiente è il recupero di Kevin De Bruyne. Il trauma rimediato nella rifinitura pre-Bologna è ormai alle spalle: il belga sarà in campo dal 1' per disegnare calcio e scardinare la resistenza pisana. In panchina dovrebbe rivedersi anche Neres, pronto a dare il suo contributo a gara in corso.

Sullo sfondo, però, resta l'amarezza di uno stadio senza avversari.  Non ci saranno i tifosi del Napoli (o almeno non nel settore ospiti): né i residenti in Campania, né quelli provenienti dal resto del mondo. Un divieto totale che, unito alla pantomima dell'orario, rende il quadro delle economie sulle valutazioni su chi gestisce pallone e affini abbastanza chiaro. Il Napoli dovrà trovarsi il fuoco dentro da solo, per trasformare questo "pranzo" domenicale nell'antipasto della prossima Champions League.