Non si arresta la spirale negativa che sta stringendo in una morsa la Casa Circondariale di Avellino. Tra risse sfiorate e tentativi di introdurre materiale illecito, la struttura di Bellizzi Irpino si conferma un fronte caldo sul piano della sicurezza e dell'ordine pubblico. L'ultimo episodio di tensione si è registrato durante il turno serale di ieri.
Sembrerebbe che un detenuto, appena trasferito da un altro istituto penitenziario, sia diventato il bersaglio di un vero e proprio agguato.
Non appena l'uomo ha fatto ingresso nella sezione detentiva a cui era stato assegnato, gli altri ristretti si sono scagliati violentemente contro di lui.
La tragedia è stata evitata soltanto grazie al tempestivo e provvidenziale intervento degli agenti e dell'ispettore di sorveglianza di turno. Il personale di Polizia Penitenziaria è riuscito a fare da scudo e a isolare il recluso, nonostante l'organico in servizio fosse fortemente sottodimensionato.
La notte è proseguita in un clima di massima allerta. Durante il consueto giro di controllo lungo il perimetro esterno della struttura, i baschi azzurri hanno intercettato e recuperato un pacco sospetto. L'involucro, introdotto verosimilmente tramite un lancio dall'esterno o calato con l'ausilio di un drone, conteneva ben cinque smartphone completi di caricabatterie, pronti per essere distribuiti all'interno delle celle.
Sulla drammatica situazione della struttura irpina è intervenuto Raffaele Troise, responsabile della UILFP Polizia Penitenziaria di Avellino: "Voglio rivolgere i miei più vivi complimenti al personale in servizio che, con grande professionalità, ha evitato che la situazione sfociasse in conseguenze ben più gravi. Al tempo stesso, però, ribadiamo che non è più il tempo delle parole: servono fatti concreti per invertire la rotta. Da mesi denunciamo una situazione insostenibile. Con il periodo estivo ormai alle porte, la pressione aumenterà: è urgente trovare soluzioni efficaci e immediate". Il nuovo duplice evento riaccende violentemente i riflettori sulle criticità croniche del carcere avellinese, dove la carenza di organico continua a scontrarsi con una gestione quotidiana sempre più complessa e pericolosa.