di Paola Iandolo
"Aste ok non ha le caratteristiche di un'associazione a delinquere di stampo camorristico". Su questo aspetto ha insistito l'avvocato Gaetano Aufiero - davanti al giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Napoli - per oltre tre ore nel corso delle discussioni degli abbreviati per Nicola Galdieri, Carlo Dello Russo, Beniamino Pagano, Livia Forte, Armando Aprile, Antonio Barone e GIanluca Formisano. Damiano Genovese ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario.
Gli elementi mancanti
Manca il controllo del territorio, lo stato di assoggettamento delle vittime e l'omertà. Aufiero ha evidenziato che tutte le persone offese hanno sporto denuncia e si sono costituite parte civile. Al termine della sua discussione ha chiesto l'assoluzione per Nicola Galdieri, Carlo Dello Russo. Il 4 giugno continuerà la discussione per l'altro imputato Beniamino Pagano.
L'inattendibilità di Livia Forte
Aufiero si è focalizzato anche sull'inattendibilità dell'imputata Livia Forte. Elemento già messo in risalto dallo stesso Woodcock. "Ha cambiato continuamente versione, sostenendo che una volta era stata prelevata con forza da Beniamino Pagano e un'altra volta da Carlo Dello Russo". La sua inattendibilità è emersa con forza perchè il legale ha certificato che in quel periodo Pagano era detenuto.
Le accuse
Il procedimento penale denominato Aste Ok è incentrato su un'associazione di otto persone che, secondo la Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, avrebbe inquinato le procedure esecutive pendenti presso il Tribunale di Avellino, una quindicina nel periodo che va da novembre 2018 a dicembre 2019. A muovere le accuse contro gli otto imputati il pubblico ministero Henry John Woodcock.
Le richieste di condanna
A febbraio 2026, il pm Woodcock aveva formulato le richieste di condanna per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato.
Le pene, ridotte di un terzo rispetto a quelle avanzate nel processo ordinario, sono le seguenti: 16 anni e 8 mesi per Armando Aprile, 16 anni per Livia Forte, 11 anni 11 mesi e 5 giorni per Gianluca Formisano, 11 anni per Beniamino Pagano, 9 anni 10 mesi e 10 giorni per Antonio Barone, 8 anni e 10 mesi ciascuno per Carlo Dello Russo e Nicola Galdieri. Per questi ultimi due, il pm ha chiesto che non si proceda per l'accusa di associazione camorristica: i due sono già stati giudicati per lo stesso fatto nel procedimento denominato "Nuovo Clan Partenio".