oggi si fermano trasporti, scuola, sanità e parte del pubblico impiego per lo sciopero generale nazionale proclamato dall’Usb, l’Unione sindacale di base. La mobilitazione durerà 24 ore e interesserà gran parte dei servizi pubblici, con possibili cancellazioni e riduzioni soprattutto nel trasporto ferroviario e urbano. La protesta è stata indetta contro il coinvolgimento italiano nei conflitti internazionali e contro le politiche economiche legate al riarmo. Nel comunicato diffuso dal sindacato si chiede che le risorse pubbliche vengano destinate a salari, pensioni, welfare, sanità e scuola.
Le ragioni della protesta
Secondo l’Usb, il peso della guerra si riflette direttamente sul costo della vita delle famiglie italiane. Il sindacato denuncia l’aumento dei prezzi, il calo del potere d’acquisto degli stipendi, i rincari energetici e la riduzione dei servizi pubblici essenziali. Nel documento della mobilitazione si parla di una “sanità pubblica svuotata”, di una scuola impoverita e di un welfare sempre più ridotto, mentre aumentano affitti e carburanti.
Treni a rischio per 24 ore
Il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha comunicato che lo sciopero coinvolgerà il personale dalle ore 21 di domenica fino alle ore 21 di lunedì. Possibili cancellazioni o variazioni per i collegamenti regionali, Intercity e Alta Velocità. Trenitalia invita i passeggeri a verificare la situazione dei collegamenti prima di raggiungere le stazioni. Restano comunque previste alcune fasce di garanzia e treni minimi essenziali, consultabili attraverso i canali ufficiali dell’azienda ferroviaria.
Metro, bus e tram: le fasce garantite
Lo sciopero interesserà anche il trasporto pubblico locale. A Roma, ATAC ha confermato possibili stop per metro, autobus e tram. Il servizio sarà garantito soltanto nelle fasce protette previste dalla legge: dall’inizio del servizio fino alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59.
A Milano, ATM ha annunciato possibili disagi per metro, bus e tram. Le fasce generalmente garantite sono quelle dall’inizio del servizio fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18, anche se eventuali aggiornamenti saranno comunicati nelle ore precedenti allo sciopero. Nelle altre città italiane l’adesione potrà variare e saranno le singole aziende locali a comunicare eventuali modifiche al servizio.
Sanità, scuola e uffici pubblici
La mobilitazione coinvolge anche il settore sanitario. Visite specialistiche, esami diagnostici e interventi non urgenti potrebbero subire rinvii o rallentamenti. Possibili disagi anche nelle scuole, dove l’adesione di docenti e personale Ata potrebbe incidere sul regolare svolgimento delle lezioni. Previsti infine rallentamenti negli uffici pubblici, con possibili riduzioni di orario o chiusure per sportelli comunali, sedi Inps e Agenzia delle Entrate.