Il messaggio di Donald Trump arriva nel momento più teso della nuova crisi del Golfo. Il presidente degli Stati Uniti ha avvertito Teheran che «il tempo stringe», rilanciando la pressione su un negoziato fermo e accompagnando l’ultimatum con una minaccia esplicita: senza un’intesa, ha scritto su Truth, «non rimarrà nulla» dell’Iran. La Casa Bianca, secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, si prepara anche a valutare nuove opzioni militari con il team per la sicurezza nazionale.

La tensione nel Golfo

A rendere più fragile il quadro è l’incursione di droni nell’area della centrale nucleare di Barakah, negli Emirati Arabi Uniti. Le autorità emiratine hanno riferito che un velivolo ha provocato un incendio a un generatore elettrico nel perimetro dell’impianto, senza feriti e senza conseguenze radiologiche. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha confermato che la sicurezza della centrale non risulta compromessa.

Il nodo iraniano

Il governo di Abu Dhabi mantiene una linea prudente sull’attribuzione dell’attacco, mentre nella regione cresce il timore di una nuova escalation. Trump ha parlato anche con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, segnale di un coordinamento politico e militare che aumenta la pressione sull’Iran. La partita resta sospesa tra diplomazia e minaccia di forza, con il rischio che un singolo incidente trasformi la crisi in un conflitto più ampio.