di Paola Iandolo
"È fondamentale non solo parlare ai giovani: loro sono il nostro presente e il nostro futuro. Non basta parlare, bisogna soprattutto ascoltarli, cosa difficile perché spesso gli adulti parlano senza ascoltare. Momenti come questi sono preziosi per avviare questo percorso e affrontare l'emergenza giovanile". Così Aldo Policastro, procuratore generale della Corte di Appello di Napoli che ha preso parte alla presentazione del libro dell'ex procuratore Antonio Guerriero.
Le finalità del libro
"Con questo libro intendo fornire alle nuove generazioni la testimonianza di chi ha combattuto in prima linea contro le organizzazioni criminali e i poteri deviati". A sostenerlo l'ex procuratore Antonio Guerriero che stamane ha presentato al Convitto Nazionale "Pietro Colletta" di Corso Vittorio Emanuele il libro dal titolo "Il sapore dell'ingiustizia". Un volume scritto per onorare quei magistrati che "hanno ostacolato fino all'estremo sacrificio il progetto eversivo del terrorismo, delle mafie e dei centri di potere corrotti, contrastando la presenza opprimente della criminalità su vaste aree del Paese per offrire una giustizia rispettosa dei valori costituzionali e vicina anche alle persone vulnerabili".
I saluti
L'evento è stato aperto con i saluti istituzionali di Attilio Lieto, rettore e dirigente scolastico del Convitto; Francesco Raffaele, procuratore della Repubblica di Avellino facente funzione; Francesca Spena, presidente del tribunale di Avellino; Fabio Benigni, presidente dell'ordine degli avvocati di Avellino; Piero De Pietro, presidente di sezione della Corte d'appello di Napoli; e Giuseppe Acocella, magnifico rettore dell'università Giustino Fortunato. A moderare l'incontro Pierluigi Melillo, direttore di Otto Channel Tv e Ottopagine. Le letture sono state curate da Paolo De Vito.
Il messaggio lanciato ai giovani
Entrambi i magistrati hanno lanciato un messaggio condiviso ai giovani: "la legalità non si costruisce solo nelle aule di tribunale, ma nelle scuole, nelle comunità e attraverso politiche territoriali capaci di dare futuro ai giovani del Mezzogiorno interno. I problemi non si risolvono solo sul piano penale; si risolvono eliminando le cause che determinano queste situazioni".
Riflessioni sulle aree interne
Il procuratore Guerriero ha poi portato la riflessione sul territorio irpino-sannita, citando l'esempio di Trevico — il paese del regista Ettore Scola, dove lui stesso è nato — passato da seimila abitanti nei primi del Novecento agli ottocento attuali. "Dobbiamo parlare e continuare a costruire la nostra storia, nonostante la chiusura dei tribunali di Sant'Angelo dei Lombardi e di Ariano Irpino, e la fine di un secolo di emigrazione" ha detto. "Abbiamo la priorità di sostenere i giovani: vogliamo impedire che finiscano il liceo, se ne vadano al Nord e non li ritroviamo più". Guerriero ha annunciato per l'autunno un'iniziativa concreta: "Conto di organizzare una grande riunione insieme alla Chiesa e alle istituzioni, che non abbia natura politica. Il nostro obiettivo è discutere dei 4.000 km di territorio delle province di Avellino e Benevento, di circa 200 paesi che stanno morendo, e dare loro una prospettiva e un futuro".