Napoli

"La chiusura della funicolare Montesanto per nove mesi rappresenta l’ennesima prova di una gestione dei trasporti urbani che scarica disagi enormi su cittadini e quartieri, come il Vomero, già soffocati dal traffico - afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. La sospensione dell’impianto, avviata il 15 maggio scorso per lavori di revisione ventennale, colpisce un collegamento essenziale tra il centro cittadino e il Vomero proprio mentre la città, con l'arrivo della bella stagione,  continua a fare i conti con una mobilità fragile, lenta e congestionata, con una presenza media di turisti stimata in circa 50mila al giorno.

Il servizio sostitutivo su gomma messo in campo da Anm - sottolinea Capodanno - non può essere presentato come una soluzione adeguata. Una funicolare che collega in una manciata di minuti, Montesanto al Vomero, con la fermata intermedia al corso Vittorio Emanuele e con una capienza fino a 300 passeggeri per convoglio, per un numero di 12.500 passeggeri trasportati mediamente ogni giorno feriale, viene sostituita da una navetta, con una capienza di circa 30 passeggeri, con partenze ogni 23 minuti, costretta a muoversi su strade già intasate, dove basta un piccolo incidente, una sosta irregolare o un flusso di autovetture più intenso per paralizzare l’intero asse viario.

In una città come Napoli, dove il traffico è già cronico - puntualizza Capodanno -, spostare migliaia di passeggeri dalla rotaia alla strada significa aggravare il caos, non risolverlo. Quello che manca, ancora una volta, è una programmazione seria. Anm e Comune di Napoli hanno comunicato la chiusura dell'impianto a fune e l’attivazione della navetta, ma non hanno reso pubblici, con sufficiente chiarezza, anche alla luce di questi primi giorni di funzionamento, i dati fondamentali sul servizio sostitutivo: numero dei mezzi disponibili, capacità oraria, tempi reali di percorrenza e misure di priorità per evitare che il bus resti intrappolato nel traffico ordinario.

La differenza tra i due sistemi è evidente - continua Capodanno -. Mentre la funicolare garantiva un collegamento rapido, regolare e svincolato dalla congestione urbana, con tempi di percorrenza fisso di 4 minuti e 25 secondi sull’intera tratta, il bus navetta, invece, dipende interamente da una rete stradale già al limite, e dunque rischia di trasformare un servizio essenziale in un percorso imprevedibile, più lungo e decisamente meno affidabile.

Non è accettabile - denuncia Capodanno -  che per nove mesi un’arteria strategica della mobilità napoletana venga sostituita con una soluzione palesemente molto  più debole, senza un piano straordinario all’altezza dell’emergenza. Coloro che governano la città e il trasporto pubblico, sindaco e assessore alle infrastrutture in testa, devono assumersi la responsabilità di spiegare come intendono evitare il collasso del traffico nell’area compresa tra Montesanto e il Vomero, già oggi pesantemente penalizzata da flussi veicolari, cantieri, fermate e intersezioni critiche ".

Al riguardo aggiunge Capodanno -  chiediamo  la pubblicazione immediata dei dati completi sul servizio navetta con l’aumento dei mezzi nelle fasce di punta, con corsie preferenziali e presidi dedicati per non lasciare i bus in balìa del traffico. Inoltre occorre un monitoraggio giornaliero dell’efficacia del servizio sostitutivo in uno a un cronoprogramma trasparente dei lavori e delle tempistiche di riapertura della funicolare Montesanto, valutandone anche un'accelerazione con turni lavorativi notturni  ".

Napoli non può continuare a essere governata con soluzioni tampone che spostano il problema na non lo  risolvono - conclude Capodanno -. La chiusura della funicolare Montesanto, se non accompagnata da un servizio sostitutivo davvero efficiente, rischia di diventare un moltiplicatore di disservizi, ritardi e traffico, con un danno, anche economico,  pesante per residenti, pendolari, studenti e turisti e con gravi ripercussioni anche sul commercio ".