Il processo si chiude, almeno in primo grado, con un’assoluzione netta: Emanuele Nardella e Lapo Jacopo Pucci, giovani schermidori italiani accusati di violenza sessuale di gruppo, sono stati assolti dal gup di Siena, Andrea Grandinetti, con la formula “perché il fatto non sussiste”. La procura aveva chiesto per entrambi una condanna a 5 anni e 4 mesi.

La sentenza

La vicenda nasce dalla denuncia di Fernanda Herrera, schermitrice di origine messicana che gareggia per l’Uzbekistan, minorenne all’epoca dei fatti. Secondo l’accusa, la violenza sarebbe avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un ritiro estivo a Chianciano Terme, in provincia di Siena. Il giudice, al termine del rito abbreviato, ha però ritenuto non fondata la ricostruzione accusatoria.

Lo sfogo dell’atleta

Fuori dal tribunale, Herrera ha scelto di mostrarsi pubblicamente e ha parlato davanti ai giornalisti. Ha detto di non volersi fermare e di voler continuare a cercare giustizia. Il suo legale, Luciano Guidarelli, ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza.

Il fronte sportivo

Sul piano federale, i due atleti erano stati sospesi e poi radiati nel 2025. La vicenda resta quindi aperta anche fuori dall’aula penale, tra procedimento sportivo, possibile appello e motivazioni della sentenza, che saranno decisive per capire su quali elementi il giudice abbia fondato l’assoluzione.