Benevento

La Procura aveva chiesto l'archiviazione, ma l'opposizione delle parti offese ha reso indispensabile la fissazione di una camera di consiglio. E' in calendario il 18 marzo 2027 dinanzi al gip Maria Di Carlo, che dovrà decidere il destino dell'indagine sulla morte di Claudio Verdicchio, 61 ancora da compiere, di Benevento, trovato senza vita il 16 luglio 2025 sulle scale del 'Galilei – Vetrone' di piazza Risorgimento, interessato da lavori di ristrutturazione affidati ad una impresa con sede a Cercola per la quale la vittima lavorava da pochi giorni.

La proposta di scrivere la parola fine era arrivata dal pm Carmine Pignatiello sulla scorta delle conclusioni del medico legale Francesca Iannaccone , che aveva curato l'autopsia.  Secondo la professionista, il decesso è “ragionevolmente ascrivibile ad un colpo di calore, con conseguente insufficienza cardiorespiratoria”. Dall'esame non erano emersi “elementi compatibili con una morte violenta o lesioni traumatiche di natura tale da integrare un diverso meccanismo causale”. L'ora della morte era stata collocata tra le 16 e le 18, in una giornata nella quale “il livello di criticità” legato alle condizioni climatiche “risultava '0' con valore moderato”, e che dunque non “sussisteva l'obbligo di sospensione delle attività” previsto nelle ore di maggior caldo – dalle 12.30 alle 16- da una ordinanza della Regione. Era stato anche ricordato che il malcapitato era stato informato e dotato dei dispositivi di protezione, e che a marzo si era sottoposto ad una visita medica.

Di qui, poichè alla luce “delle risultanze medico legali e delle verifiche previdenziali non emergono elementi idonei a sostenere in giudizio l'accusa di omicidio colposo” a carico di terzi, la richiesta di archiviazione, contrastata dalla moglie e dai figli di Claudio, assistiti dall'avvocato Michele Ciruolo.