Ieri presso il Mimit i lavoratori delle fonderie Fonderie Pisano di Salerno e dell’ex stabilimento irpino Arcelor Mittal di Luogosano hanno manifestato mentre si svolgeva l’atteso incontro in merito alla situazione delle due realtà. Nelle ore precedenti l’incontro, il Consiglio di Stato ha emesso sentenza rispetto il ricorso presentato dall’azienda che dovrà essere oggetto di approfondimenti legali e di attente valutazioni in merito alle possibili ricadute.
«L’obiettivo dell’incontro - spiegano i rappresentanti della Fiom - era avere un ritorno rispetto gli impegni presi da tutte le parti nel precedente incontro del 20 aprile scorso. Il Mimit ci informa di aver preso contezza dei progetti relativi al nuovo impianto della fonderia e di aver attivato Invitalia per i possibili strumenti utili e che questo tipo di iniziativa continuerà nei prossimi giorni. Per conto suo la Regione non ha dato informazione né per quanto riguarda possibili siti idonei ad ospitare un nuovo impianto né tantomeno percorsi chiari per affrontare la situazione dei lavoratori. L’azienda nel frattempo oltre a manifestare di avere progetto e risorse per un nuovo impianto secondo le migliori tecnologie disponibili, pone il problema che non può tenere ancora per molto tempo i lavoratori a totale carico proprio».
«Per conto nostro come Fiom abbiamo ribadito le nostre posizioni storiche in merito alla necessità che quanto prima venga cantierizzato un nuovo impianto e si affronti la situazione senza che i lavoratori vengano licenziati e/o abbiano problemi salariali. Inoltre, come sta avvenendo sempre più spesso nel paese, abbiamo sostenuto che i problemi pur conosciuti, vengono affrontati oltre i tempi consoni, solo quando i lavoratori si mobilitano e pongono l’urgenza di trovare soluzioni, visto che ormai da tempo gli impianti sono fermi e da tempo devono essere riallocati. Come Fiom abbiamo ribadito che ora serve l’impegno di azienda e Istituzioni per trovare una soluzione senza pregiudiziali e con spirito di collaborazione per trovare una soluzione che tuteli lavoro e ambiente. Come Fiom riteniamo che questi due diritti costituzionali hanno la medesima valenza e vanno garantiti entrambi e che da almeno un decennio il conflitto tra azienda e istituzioni non affronta la questione».
«Su proposta del Mimit ci si è dati tempo ulteriori 20 giorni di confronto tecnico tra ministeri, azienda e Regione per valutare tre questioni: progetto nuovo impianto, sito e percorso di transizione dei lavoratori e delle attività. Come Fiom siamo stati chiari: da noi non verrà accettato nessun licenziamento o alcun percorso che porti a questo e che la transizione dovrà riportare tutti al lavoro e che dovranno essere garantite le migliori condizioni anche economiche possibili. L’azienda su richiesta della FIOM si è impegnata a non fare alcuna azione unilaterale nei confronti dei lavoratori per questo periodo e a mantenere invariate le condizioni degli stessi. Come Fiom continueremo la mobilitazione dei lavoratori. Legato a ciò c’è anche la situazione di Luogosano, dove va reindustrializzato il sito come previsto dagli accordi e reimpiegati gli oltre 30 lavoratori. Anche questa vertenza che vede ora il sito legato al destino delle fonderie di Salerno sarà affrontata parallelamente. Abbiamo chiesto che la regione partecipi in presenza agli incontri. La Campania non può continuare a perdere industria e professionalità importanti, non se lo può permettere il paese tutto».