Napoli

Il potere d’acquisto dei salari e la necessità di dare “più soldi nelle tasche degli italiani” come priorità politica. Ma anche il futuro del centrosinistra, il rapporto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte e l’ipotesi, per ora esclusa, di una sua candidatura a premier. Sono i temi affrontati da Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente nazionale Anci, intervistato da Marco Damilano nel programma televisivo Il cavallo e la torre.

Manfredi ha indicato come emergenza principale quella economica e sociale, sottolineando le difficoltà sempre più diffuse tra famiglie e ceto medio. “Oggi il vero tema è il potere d’acquisto dei salari. Credo che la prima preoccupazione a cui dare risposta è mettere più soldi nelle tasche degli italiani”, ha affermato il primo cittadino partenopeo, evidenziando come “ci sia tanta povertà in giro e soprattutto tanto ceto medio che ha difficoltà, con lo stipendio che prende, a soddisfare i bisogni più elementari”.

Sul piano politico, Manfredi ha escluso al momento un suo coinvolgimento diretto nella corsa alla premiership del centrosinistra. “Io non penso che sarò chiamato a fare il candidato premier, sono molto concentrato sulla mia città”, ha spiegato, aggiungendo però che il tema centrale non sarebbe il nome del candidato ma la costruzione di “un’offerta politica compatta, coesa, unitaria e veramente competitiva”.

Secondo il sindaco di Napoli, il centrosinistra deve ripartire dalle leadership già presenti. “Oggi abbiamo due leader forti nel centrosinistra, Schlein e Conte, e penso che si debba partire da loro per quello che sarà il futuro”, ha dichiarato.

Manfredi si è soffermato anche sull’ipotesi di future primarie di coalizione, spiegando di avere “difficoltà a votare alle primarie” tra Schlein e Conte e auspicando invece una scelta condivisa. “Mi auguro che non saremo costretti a decidere fra Schlein e Conte, dobbiamo lavorare per una scelta unitaria”, ha detto, sottolineando inoltre che l’eventuale ricorso alle primarie potrebbe dipendere da una modifica della legge elettorale.

Infine, il presidente Anci ha ribadito la necessità di allargare il perimetro della coalizione progressista anche alle aree moderate e civiche. Per Manfredi, infatti, il centrosinistra “deve necessariamente comprendere anche il mondo cattolico, riformista ed europeista”, definendolo “una gamba importante” vicina alla sua sensibilità politica.