Benevento

Il procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò aveva chiesto 6 anni per lui e 5 per lei, ma il gup Maria Amoruso è andato oltre. E, dopo aver escluso la recidiva, ha condannato a 6 anni, con rito abbreviato, Michele De Rosa, 52 anni, ed Adriana Pruscino, 50, anni, di Telese, accusati di usura ed estorsione aggravate nei confronti di una 42enne che abita nella cittadina termale, parte civile, alla quale dovranno in separata sede risarcire il danno.

I due imputati, difesi dall'avvocato Antonio Leone, erano stati arrestati dai carabinieri nell'ottobre 2025, quando la donna, assistita dall'avvocato Antonio Picarella, aveva consegnato 500 euro: prima trance della somma complessiva sulla quale, secondo gli inquirenti, sarebbero stati applicati interessi usurari tali da far lievitare l'importo finale al doppio di quello iniziale. Un prestito di 6mila euro, rispetto al quale la malcapitata sarebbe stata il bersaglio di pressioni di tenore intimidatorio, come il contenuto di una telefonata che le avevano fatto, non immaginando che in quel momento si trovasse nella caserma dell'Arma, e anche delle lesioni causate dall'acido che le avrebberoo lanciato sul volto.

Durante la convalida – al termine il giudice aveva lasciato lui in carcere e disposto per lei i domiciliari-, De Rosa e Pruscino avevano spiegato di averle dato 6mila euro; denaro di cui avevano poi chiesto la restituzione, incrociando, però, a loro dire, il rifiuto della 42enne. Da qui le loro richieste, diventate sempre più continue e minacciose, scandite, in una occasione, anche da un pugno ad un occhio rifilato alla 42enne.

“…T’aggia squarta’…dammi i soldi, fai presto, vai a faticare, ti devi muovere, tutti i soldi me li devi dare a me, a fine mese me li devi dare”; “Non sgarrare, non sgarrare, stavolta ti faccio fuori quanto è vero Gesù Cristo, ci ho dovuto mettere i miei stamattina, hai capito, quello che dovevi fare tu, porca…giuro sopra i miei morti, domani mattina è guerra”, questi alcuni dei mesaggi inviati via whatsapp.

Fatti al centro di un'indagine supportata anche dalla sezione di pg presso la Procura della guardia di finanza, sfociata nella fissazione di un giudizio immediato e, poi, nella richiesta di abbreviato avanzata dalla difesa. Oggi la discussione e la sentenza.