Mariglianella

Era il 18 luglio 1995 quando un devastante incendio distrusse il deposito Agrimonda, liberando nell’aria e nel terreno tonnellate di pesticidi e prodotti chimici agricoli. Il rogo trasformò l’area in un vero e proprio ecomostro, contaminando falde acquifere e mettendo a rischio la salute della popolazione circostante.

“Quel giorno il nostro territorio è cambiato per sempre”, racconta una residente di Mariglianella . “Da allora non abbiamo mai smesso di lottare per avere risposte e interventi concreti”.

Civicrazia: voce dei cittadini e custode della trasparenza

Nel corso degli anni, l’associazione Civicrazia è intervenuta a sostegno dei cittadini, denunciando la lentezza delle istituzioni e chiedendo interventi immediati. “Agrimonda non è solo un problema ambientale, ma un’emergenza di civiltà”, afferma Riccio Fabio, portavoce di Civicrazia. “Abbiamo monitorato ogni fase e continueremo a farlo finché la bonifica non sarà completata”.

Tra le azioni più significative, Civicrazia ha presentato esposti al Difensore Civico regionale,Avv.to Giuseppe Fortunato, richiedendo e ottenendo commissariamenti e diffide ai Comuni responsabili della gestione del sito, e ha organizzato campagne informative per sensibilizzare la popolazione sui rischi ancora presenti.

La Regione interviene: 8,9 milioni per la bonifica

Dopo decenni di attesa, la Regione Campania ha finalmente stanziato circa 8,9 milioni di euro per la bonifica definitiva del sito. Un passo che molti considerano un segnale positivo, ma non sufficiente a cancellare gli anni di ritardi e disagi.

“È un primo, importante atto di giustizia ambientale”, commenta Riccio Fabio (Civicrazia). “Ma la vigilanza della comunità non può fermarsi qui: dobbiamo assicurarci che i lavori vengano completati e che il territorio torni sicuro per tutti”.

Agrimonda come monito per il futuro

La vicenda Agrimonda è più di una storia locale: è un monito sul valore della partecipazione civica e sulla necessità di trasparenza nella gestione dei rifiuti pericolosi. Grazie a realtà come Civicrazia e ai comitati cittadini, la memoria del disastro non è stata dimenticata e la pressione continua a spingere verso soluzioni concrete.

“Non smetteremo mai di lottare finché il sito non sarà finalmente bonificato”, conclude Riccio Fabio (Civicrazia). “La salute della nostra comunità viene prima di tutto”.