Le immagini diffuse dal porto israeliano di Ashdod hanno provocato una nuova ondata di tensione politica e diplomatica attorno alla guerra di Gaza. Nel video pubblicato sui propri canali social dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, alcuni attivisti della Global Sumud Flotilla appaiono inginocchiati, bendati e con le mani legate dietro la schiena mentre vengono sorvegliati dagli agenti dello Shin Bet dopo il fermo in mare avvenuto nel Mediterraneo orientale.
Davanti ai fermati, Ben Gvir sventola una bandiera israeliana e li deride apertamente. «Guardate come sono ridotti ora. Non eroi, sostenitori del terrorismo», afferma nel filmato. Poi aggiunge: «Benvenuti in Israele, siamo i proprietari di questa casa». Il ministro chiede inoltre al premier Benjamin Netanyahu di trasferire gli attivisti nelle carceri antiterrorismo israeliane «per lungo tempo».
La scena che accende le polemiche
Uno dei passaggi più contestati del video mostra una donna tra gli attivisti gridare «Free, free Palestine» verso il ministro. Subito dopo alcuni agenti la immobilizzano piegandole la testa con forza verso il terreno. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del mondo, alimentando critiche anche all’interno dello stesso governo israeliano.
A prendere le distanze è stato il ministro degli Esteri Israel Katz, che avrebbe definito il comportamento di Ben Gvir «uno spettacolo vergognoso», accusandolo di danneggiare l’immagine internazionale del Paese. Secondo fonti politiche israeliane, anche Netanyahu avrebbe giudicato la diffusione del video «un errore», irritato per l’impatto diplomatico della vicenda in una fase già delicatissima del conflitto.
La Global Sumud Flotilla stava tentando di raggiungere Gaza via mare con aiuti e attivisti internazionali a bordo. Israele sostiene che l’imbarcazione abbia violato il blocco navale imposto attorno alla Striscia e giustifica così il fermo operato dalla marina.
La reazione italiana
Le immagini hanno provocato reazioni immediate anche in Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno definito «inaccettabile» il trattamento riservato agli attivisti.
Dalla Farnesina è arrivato un richiamo al rispetto del diritto internazionale e della dignità delle persone fermate. Tajani avrebbe espresso forte preoccupazione per le modalità mostrate nel video, giudicandole incompatibili con gli standard democratici che Israele rivendica davanti alla comunità internazionale.
Il caso rischia ora di aggravare ulteriormente le tensioni interne al governo israeliano. Ben Gvir, leader dell’estrema destra religiosa, è da mesi al centro di polemiche per le sue posizioni radicali sulla gestione della sicurezza e del conflitto palestinese. La diffusione del filmato arriva inoltre mentre crescono le pressioni internazionali su Israele per la conduzione delle operazioni militari a Gaza e per il trattamento dei civili e dei detenuti palestinesi.
Una frattura politica sempre più evidente
L’episodio evidenzia ancora una volta le profonde divisioni dentro l’esecutivo guidato da Netanyahu. Da un lato l’ala ultranazionalista rappresentata da Ben Gvir e da altri ministri della destra radicale, dall’altro i settori più attenti all’impatto diplomatico delle immagini e delle dichiarazioni provenienti dal governo.
Nelle ultime settimane Israele è stato oggetto di crescenti critiche da parte di governi europei e organizzazioni internazionali per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Le immagini del porto di Ashdod rischiano ora di diventare uno dei simboli più controversi di questa fase del conflitto.