Una nuova spinta agli investimenti energetici per le imprese del Mezzogiorno arriva dal Conto Termico 3.0, il meccanismo che introduce contributi diretti del Gse fino al 65% per gli interventi di efficientamento energetico nel Sud Italia. Il tema è stato al centro della tappa napoletana dei “Salotti Energia”, il format promosso da UniCredit insieme a Manni Energy, società specializzata in energy management ed efficientamento energetico.
L’iniziativa, ospitata a Napoli, ha riunito imprese, advisor energetici e specialisti Esg per approfondire le novità introdotte dal nuovo sistema di incentivazione, che cambia radicalmente l’approccio agli aiuti pubblici.
Il punto centrale del Conto Termico 3.0 è infatti il superamento del modello basato soltanto su detrazioni fiscali e crediti d’imposta recuperabili negli anni. Con il nuovo schema, il contributo viene erogato direttamente dal Gse sul conto corrente del beneficiario dopo la validazione degli interventi realizzati.
Contributi record per il Mezzogiorno
Nel Mezzogiorno il livello degli incentivi raggiunge il 65% a fondo perduto, la percentuale più alta prevista in Italia. Una misura che punta ad accelerare la riqualificazione energetica soprattutto nei comparti più esposti ai rincari energetici e ai costi di gestione degli immobili.
Tra i settori maggiormente interessati figurano hotellerie, Rsa, cliniche private, logistica, grande distribuzione, scuole e impianti sportivi. Ambiti nei quali edifici energivori e impianti ormai obsoleti stanno incidendo in maniera crescente sui bilanci aziendali.
Gli interventi che potranno essere finanziati comprendono isolamento termico degli edifici, sostituzione degli impianti di climatizzazione, installazione di pompe di calore, sistemi di building automation, fotovoltaico con accumulo e infrastrutture per la ricarica elettrica.
Il nodo tra energia e credito
Secondo Ferdinando Natali, regional manager Sud di UniCredit, il tema energetico è ormai diventato una questione industriale oltre che ambientale.
«Per molte imprese il tema non è più soltanto ambientale, ma industriale e finanziario», ha spiegato Natali durante l’incontro napoletano. «Il Conto Termico introduce un elemento rilevante perché consente di ridurre il tempo tra investimento e beneficio economico concreto».
Un aspetto considerato decisivo soprattutto in una fase in cui molte aziende devono conciliare sostenibilità, accesso al credito e contenimento dei costi energetici.
Secondo gli operatori del settore, il nuovo meccanismo potrebbe favorire un’accelerazione degli investimenti green nel Sud Italia, area che negli ultimi anni ha mostrato una crescente domanda di riqualificazione energetica ma spesso frenata dalla lentezza del recupero fiscale tradizionale.
Una leva per la competitività
Il nuovo sistema di contributi diretti viene considerato anche uno strumento strategico per migliorare la competitività delle imprese meridionali. Ridurre i consumi energetici significa infatti abbassare i costi operativi e aumentare la sostenibilità finanziaria degli investimenti nel medio periodo.
Nel confronto organizzato a Napoli è emerso inoltre come il rapporto tra consumi energetici, valore degli immobili e accesso al credito sarà sempre più centrale nelle strategie industriali dei prossimi anni, soprattutto nei comparti ad alta intensità energetica.