Altavilla Irpina

di Paola Iandolo 

Associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: il pubblico ministero Henry John Woodcock ha chiesto quasi 70 anni di carcere per sei imputati che hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Chiesti 21 anni di carcere per Gennaro Musella, 66 anni, nato a Napoli, accusato di aver organizzato i trasporti della droga e di aver fatto da corriere, coordinandosi con il figlio Edoardo, 18 anni di carcere per Patrizio Buonocore, 71 anni, anch'egli napoletano, accusato di aver sistematicamente affiancato Musella nei viaggi di rifornimento, usando un veicolo intestato alla Protezione Civile, 16 anni di reclusione per Giuseppe Mucci, 57 anni, di Benevento, accusato di essere un acquirente stabile dell'organizzazione, quello che riceveva la cocaina e provvedeva a sua volta a cederla, 5 anni e 4 mesi di reclusione per Roberto Marino, 53 anni, di Altavilla Irpina, 4 anni e 4 mesi di reclusione per Sabato Ferrante, 28 anni, di Avellino e 4 anni di reclusione per Bruno Adinolfi, 32 anni, di Napoli, accusato di alcuni episodi di cessione.

Il pestaggio per un debito di droga

Ai due irpini coinvolti nell'associazione finalizzata alla detenzione e spaccio di dorga viene contestato anche un pestaggio. I fatti contestati risalgono a un episodio avvenuto a Benevento. Secondo la ricostruzione degli investigatori della Direzione Distrettuale Antimafia, coordinati dai pm Henry John Woodcock e Gabriella Di Lauro, Roberto Marino di Altavilla sarebbe il mandante del pestaggio. A portarlo a termine Sabato Ferrante e un secondo uomo. Questi ultimi si sarebbero recati nell'abitazione di una persona che aveva accumulato un debito di 32.500 euro per l'acquisto di cocaina e hashish. All'interno dell'abitazione, Ferrante avrebbe colpito la vittima con il calcio di una pistola, per poi continuare a picchiarla con calci e pugni. L'altro uomo avrebbe fatto da palo tenendo in mano un mitra Uzi. La vittima ha riportato lesioni personali e un trauma cranico. Le indagini si basano su intercettazioni telefoniche e ambientali, sulle dichiarazioni rese dalla persona offesa e sui referti medici.