Parole mai banali, sempre significative e che spiegano alla perfezione quello che è l'idea di calcio della società giallorossa. Il “fuori programma” del presidente Vigorito nella solennità dell'aula consiliare di palazzo Mosti, dà il là alla nuova stagione che andrà ad iniziare a metà agosto: “Gli uomini mercato del Benevento – dice il patròn - stanno già lavorando, il mercato non si fa fino a che non sei certo di dove vai, camminando su binari paralleli: il progetto è lo stesso che abbiamo stilato tre anni fa, quello per cui devi trovare ragazzi dotati tecnicamente, con la volontà di venire a Benevento, con la possibilità di adattarsi al gioco dell'allenatore, e che possibilmente abbiano un'età che passino più tempo a guadagnare soldi che a contare quelli che hanno già guadagnato. E questo è uno dei segreti del calcio”.
"Ben vengano i giovani degli altri, ma non in prestito"
Anche altre squadre di C hanno messo in mostra giovani interessanti, ma c'è un distinguo che il presidnete sottolinea: “Credo che la maggior parte dei giovani che in serie C si sono distinti erano in prestito: noi in prestito abbiamo un solo giocatore, io non valorizzo i giovani degli altri. Oppure, nel caso di prestiti, devi fare dei contratti particolari per cui quando un ragazzo viene fuori, non tanto economicamente ma dal punto di vista tecnico e di inserimento nella squadra, ha sempre la possibilità di continuare. Altrimenti non è un progetto, ma è come prendere un numero alla roulette: se esce vinci, altrimenti hai perso”.
“Le squadre non possono essere rifondate tutti gli anni”
Il presidente spiega che la continuità è una peculiarità di cui non si può fare a meno: “Il nostro è un progetto volto a costruire e costituire una squadra che con pochi ritocchi possa affrontare i campionati successivi e non doverla rifondare ogni anno. Non solo per un fatto economico, ma credo sia l'unico sistema con il quale una società di provincia possa tenere il passo delle grandi società. Costruendo una squadra dalle basi. Quest'anno abbiamo tre-quattro giovani forti, Romano, Ceresoli, che è l'unico che abbiamo in prestito e che ci crea qualche problema oggi. Gli altri sono tutti nostri, abbiamo giocato un campionato con una media età di 23 anni e mezzo/24, questa è una delle cose più belle di questo campionato. Ci sono squadre che hanno speso molto. Anche noi abbiamo speso, ma in un'altra direzione rispetto per esempio al Catania, che ha cercato nomi affermati e ha chiuso dieci punti dietro di noi. Non sono i nomi che fanno le squadre”.