di Paola Iandolo
Coinvolta in una rissa aggravata avvenuta nel 2019 in un noto bar di Piazza d'Armi ad Avellino: assolta. Si è conclusa con una piena assoluzione la vicenda giudiziaria nata dalla violenta lite verificatasi nel novembre del 2019 in un bar. La donna era stata accusata di rissa aggravata, lesioni personali aggravate e minacce. La protagonista della vicenda, assistita dall’avvocato Maddalena Corbisiero, del Foro di Salerno, è stata assolta integralmente dal Tribunale di Avellino.
La ricostruzione
L’episodio trae origine da un acceso contrasto maturato nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare relativa ad un immobile sottoposto ad esecuzione. Le tensioni personali sfociarono in un confronto dapprima all’interno del locale e successivamente all’esterno, dove si verificò una violenta colluttazione caratterizzata da calci, pugni e dall’utilizzo di uno sgabello come arma impropria. Nel corso dei fatti alcune persone riportarono lesioni giudicate guaribili in 25 e 30 giorni. Circostanza che portò la Procura della Repubblica di Avellino a contestare, a vario titolo, i reati di rissa aggravata, lesioni personali aggravate e minacce ai soggetti coinvolti.
Le richieste
Nel procedimento, il Pubblico Ministero aveva chiesto per l’imputata, difesa dall’avvocato Maddalena Corbisiero, la condanna alla pena di due anni di reclusione. L’esito del dibattimento ha però condotto ad una decisione diversa: il Tribunale di Avellino, in composizione monocratica, ha assolto la donna dal reato di rissa “per non aver commesso il fatto” e dal reato di lesioni “perché il fatto non sussiste”, riconoscendone quindi la totale estraneità rispetto ai fatti oggetto del processo. Diversa la posizione degli altri imputati coinvolti nella vicenda: due uomini sono stati condannati a due anni di reclusione per rissa e lesioni aggravate, mentre un terzo imputato è stato condannato a sei mesi.
La difesa
Nel corso del processo, la difesa sostenuta dall’avvocato Maddalena Corbisiero ha evidenziato l’assenza di qualsiasi partecipazione attiva della propria assistita alla rissa, sottolineando come la donna fosse stata coinvolta impropriamente in una vicenda legata a rapporti personali già compromessi. La sentenza mette così fine ad una complessa vicenda giudiziaria durata oltre sei anni, chiarendo definitivamente la posizione dell’imputata mandata assolta.