Avellino

di Paola Iandolo 

Conflitto a fuoco in via Visconti ad Avellino: la perizia balistica chiesta dal pm dell'antimafia potrebbe cambiare la lettura dei reperti confluiti nel processo in corso davanti al Collegio presieduto dal giudice Gian Piero Scarlato e che vede imputato Francesco Carlo Liotti, accusato di detenzione e sparo in luogo pubblico aggravati dal metodo mafioso.E' quanto richiesto da pm nel corso dell'ultima udienza. Per la difesa di Liotti, infatti, rappresentata dall'avvocato Costantino Sabatino, agli atti di questo processo non c'è stato il deposito di una perizia balistica. Di parere contrario la pubblica accusa che nell'ultima udienza si è riservata di produrla.

L'escussione

Circostanza emersa dopo l’escussione di uno degli operatori della Polizia Scientifica della Questura di Avellino che il 20 agosto 2020 in Via Visconti ad Avellino, si era occupato di repertare i bossoli esplosi nel raid contro Francesco Liotti, obiettivo dell’agguato. In quella occasione secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, Liotti rispose al fuoco, esplodendo diversi colpi d'arma da fuoco contro i suoi “killer” con un’arma di calibro imprecisato.

La richiesta della perizia balistica

In aula l’investigatore ha riferito che sul posto erano stati rinvenuti cinque proiettili, che non potevano essere riconducibili in quel momento a nessun arma precisa, trattandosi solo di rilievi e rinviando ad una successiva perizia balistica, che secondo la Dda di Napoli esiste e sarà depositata nelle prossima udienza, fissata per il 20 ottobre. In quella data potrebbe arrivare anche la richiesta del pubblico ministero della DDa di Napoli.