La procura di Roma ha chiesto di acquisire tutte le conversazioni intercorse tra il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia nell’ambito dell’inchiesta sul presunto riciclaggio riconducibile al clan del boss camorrista Michele Senese.
La richiesta è stata inoltrata alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati e riguarda gli scambi contenuti nel telefono sequestrato a Caroccia, oggi detenuto per scontare una condanna definitiva per intestazione fittizia di beni.
Secondo gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia, il materiale potrebbe risultare utile nel futuro eventuale procedimento giudiziario. Delmastro, al momento, non risulta indagato.
La “Bisteccheria d’Italia” nel mirino
Al centro degli approfondimenti della procura c’è anche la “Bisteccheria d’Italia”, ristorante aperto nel 2025 con una partecipazione societaria del 25 per cento intestata a Delmastro.
Amministratrice unica del locale risultava Miriam Caroccia, figlia diciottenne del ristoratore. Secondo la tesi investigativa, Mauro Caroccia avrebbe continuato a favorire attività di riciclaggio del clan Senese anche attraverso questa iniziativa imprenditoriale, dopo il sequestro e la chiusura dei locali della catena “Da Baffo”.
Gli investigatori sarebbero arrivati al nome dell’ex sottosegretario alla Giustizia monitorando i movimenti societari e finanziari riconducibili al ristoratore.
Il passaggio in Antimafia
Delmastro è stato ascoltato nei giorni scorsi dalla commissione Antimafia, dove ha sostenuto di non essere a conoscenza delle vicende giudiziarie che riguardavano Caroccia.
Durante gli interrogatori, Mauro Caroccia e la figlia avrebbero descritto il parlamentare come “un benefattore” che avrebbe aiutato economicamente la famiglia in un momento difficile.
Oltre al nuovo filone investigativo sul presunto riciclaggio, sul ristoratore pende anche un’indagine per bancarotta fraudolenta relativa a un altro locale.
La decisione della giunta della Camera sull’autorizzazione all’utilizzo delle chat potrebbe rappresentare uno snodo importante per gli sviluppi dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Roma.