Benevento

Tredici condanne e quattro assoluzioni. Le ha decise il Tribunale (presidente Pezza, a latere Telaro e Lignelli) nel processo a carico di diciassette persone – altre nove sono state già condannate con rito abbreviato e sette di loro, in appello, hanno scelto il concordato– rimaste coinvolte nell'ottobre 2023 nell'inchiesta antiestorsione e antidroga dei carabinieri di Montesarchio in Valle Caudina.

Le accuse a vario titolo: associazione per delinquere di stampo camorristico, associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, danneggiamento, detenzione di materiale esplodente e di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.

In particolare: 3 anni ad Antonietta Abenante (avvocato Carla Maruzzelli), di S. Agata dei Goti,  24 anni a Luigi Bisesto (avvocati Ettore Marcarelli e Vittorio Fucci), di Sant'Agata dei Goti, 20 anni a Raffaele Cesare (avvocati Michele De Luca e Giuseppe Annunziata), di Dugenta, 16 anni a Rinaldo Clemente (avvocato Mario Cecere), di San Martino Valle Caudina, 8 anni a Giovanni Coletta (avvocato Marianna Febbraio), di Montesarchio, 10 anni a Pasquale Landolfo (avvocato Mario Pasquale Fortunato), di Frattamaggiore, 8 anni a Pietro Luciano (avvocato Teresa Meccariello), di Bonea, 5 anni a Maria Antonia Lupo (avvocato Teresa Meccariello), di Bonea, 17 anni a Pietrantonio Mango (avvocato Vittorio Fucci), di Moiano, 5 anni a Salvatore Meccariello (avvocato Teresa Meccariello), di Moiano, 24 anni a Domenico Nuzzo (avvocato Danilo Di Cecco), di Santa Maria a Vico, 17 anni a Massimo Oropallo (avvocato Elisabetta Carfora), di Moiano, 3 anni a Roberto Rizzo (avvocato Gandolfo Geraci), di Napoli, assolto dall'addebito di minaccia aggrvata perchè il fatto non sussiste.

E veniamo al capitolo delle assoluzioni, salutate dagli applausi e dalle grida dei familiari, subito fatti uscire dall'aula, di Fiore Clemente (avvocato Valeria Verrusio), di San Martino Valle Caudina, Mario Razzano (avvocati Danilo Riccio e Osvaldo Piccoli), di S. Agata, Antonio Saturnino (avvocati Marcello Severino e Danilo Riccio), di Sant'Agata, Umberto Vitagliano (avvocato Valeria Verrusio), di San Martino Valle Caudina. Tutti assolti per non aver commesso il fatto. Per Vitagliano e Fiore Clemente cessata l'efficacia della misura.

Il pm della Dda Luigi Landolfi, che oggi la quinta commissione del Csm ha proposto all'unanimità come procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere, aveva chiesto 17 condanne. Queste, in particolare, le pene proposte: 15 anni ad Abenante 26 anni a Bisesto, 24 anni a Cesare, 26 anni a Fiore Clemente, 20 anni a Rinaldo Clemente, 16 anni a Coletta , 15 anni a Landolfo, 18 anni a Luciano, 15 anni a Lupo, 18 anni a Mango, 15 anni a Meccariello, 21 anni a Domenico Nuzzo e Oropallo, 15 anni a Razzano, 8 anni a Rizzo, 12 anni a Saturnino, 20 anni a Vitagliano. Quattro le parti offese, una delle quali si è costituita parte civile con l'avvocato Raffaele Tecce.

Nel mirino degli inquirenti alcune estorsioni, anche tentate, ai titolari di imprese edili di Sant'Agata, Airola e Caserta, ed il capitolo degli stupefacenti. Quattro le parti offese, una delle quali si è costituita parte civile con l'avvocato Raffaele Tecce. L'inchiesta, corroborata da intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, dalle immagini delle telecamere e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ritine di aver complessivamente ricostruito le modalità operative del clan Pagnozzi e delle sue ramificazioni in Valle Caudina.