Avellino

Si è concluso il processo di primo grado per l’inchiesta della Dda contro il clan Pagnozzi. Nell’ottobre del 2023 in 14 erano finiti in manette, accusati a vario titolo di aver organizzato e diretto un’associazione camorristica formata da più gruppi criminali locali confluiti nel clan Pagnozzi, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplosivo, estorsioni ai danni di imprenditori, controllo delle piazze di spaccio e perfino il tentativo di inquinare le elezioni nel Comune di Moiano attraverso la presentazione di una lista elettorale “promossa” con intimidazioni ai danni dei concorrenti.

L’operazione scaturiva da un’articolata indagine avviata nel 2018, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dalla Compagnia Carabinieri di Montesarchio, che accertò l’egemonia del clan nella Valle Caudina, oltre a delinearne l’articolazione e individuarne i referenti nei diversi territori. I successivi approfondimenti investigativi avevano fatto emergere un sistema camorristico che attanagliava la Valle di Suessola e la Valle Caudina, in particolare i comuni di Moiano, Montesarchio, San Martino Valle Caudina, Sant’Agata de Goti, San Felice a Cancello, controllo che nel tempo ha subito trasformazioni dovute soprattutto a defezioni e scissioni tra le varie anime del direttorio dello storico clan Pagnozzi.

Oggi la decisione del Collegio del Tribunale di Benevento - Pres. Dott. Pezza, a latere Dott.ssa Telaro e Dott.ssa Lignelli – .

Assoluzione per non aver commesso il fatto per Fiore Clemente, secondo l’ipotesi accusatoria capo e finanziatore del gruppo criminale facente capo al Clan Pagnozzi – difeso dall’Avvocato Valeria Verrusio e per Umberto Vitagliano, anch’egli ritenuto capo e promotore del Clan – difeso dagli Avvocati Valeria Verrusio e Giuseppe Stellato. Assoluzione anche per Vittorio Saturnino - Avvocati Marcello Severino e Danilo Riccio – e per Mario Razzano - Avvocati Danilo Riccio e Osvaldo Piccoli -.

Per Clemente Fiore e Vitagliano Umberto, oltre all’assoluzione, è stata disposta l’immediata scarcerazione.

Tredici le condanne

In particolare, sono stati inflitti 24 anni a Luigi Bisesto (avvocati Vittorio Fucci ed Ettore Marcarelli) e a Domenico Nuzzo (avvocato Danilo Di Cecco); 20 anni a Raffaele Cesare (avvocati Michele De Luca e Giuseppe Annunziata); 17 anni a Pietrantonio Mango (avvocato Vittorio Fucci) e a Massimo Oropallo (avvocato Elisabetta Carfora); 16 anni a Rinaldo Clemente (avvocato Mario Cecere); 10 anni a Pasquale Landolfo (avvocato Mario Pasquale Fortunato); 8 anni a Giovanni Coletta (avvocato Marianna Febbraio) e a Pietro Luciano (avvocato Teresa Meccariello); 5 anni a Maria Antonia Lupo e a Salvatore Meccariello (entrambi assistiti dall’avvocato Teresa Meccariello); 3 anni ad Antonietta Abenante (avvocato Carla Maruzzelli) e a Roberto Rizzo (avvocato Gandolfo Geraci).

Il pubblico ministero della DDA, Luigi Landolfi, aveva chiesto 17 condanne

 In particolare: 26 anni per Clemente Fiore e Luigi Bisesto; 24 anni per Raffaele Cesare; 21 anni per Domenico Nuzzo e Massimo Oropallo; 20 anni per Umberto Vitagliano e Rinaldo Clemente; 18 anni per Pietrantonio Mango, Pietro Luciano e Salvatore Meccariello; 16 anni per Giovanni Coletta; 15 anni per Antonietta Abenante, Pasquale Landolfo, Antonio Lupo e Mario Razzano; 12 anni per Vittorio Saturnino; 8 anni per Roberto Rizzo.