Napoli

Aurelio De Laurentiis e il piacere di andare in direzione ostinata e contraria. La notizia di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli sta mettendo in subbuglio i social. Giornalisti e opinionisti si affannano a snocciolare numeri e statistiche per dimostrare che sia ormai un allenatore superato, forse con un pizzico di presunzione.

C'è però una riflessione da fare, ricostruendo i fatti. A metà aprile Conte confessa la volontà di lasciare Napoli e Aurelio, come prima scelta, pensa a Sarri. Alla fine, però, Maurizio non se la sente. Sul tavolo resta anche il nome di Allegri, ma nel frattempo De Laurentiis incontra Italiano, tecnico che per alcuni aspetti richiama proprio le idee di Sarri.

Eppure, alla fine, la scelta cade su Max. Un allenatore lontano anni luce, per filosofia e principi di gioco, sia da Sarri sia da Italiano.

È questo il vero punto su cui soffermarsi: qual è l'idea che ha portato De Laurentiis a questa decisione? C'è poi un'altra considerazione. Allegri firmerà un contratto biennale, una scelta che richiama un progetto di medio periodo. Ma siamo sicuri che sia solo questo? Oppure il pressing degli investitori americani interessati all'acquisizione del club ha spinto il patron verso una scelta più conservativa e rassicurante? In attesa di sviluppi...