In una Napoli che guarda al futuro con sospetto e speranza, si leva una voce che suona come un appello urgente alla classe dirigente. All'Hotel Ramada, durante l'evento "Adesso una nuova generazione per Napoli", il consigliere regionale Davide D’Errico ha dato corpo a un progetto che trascende la semplice iniziativa politica per trasformarsi in una vera e propria sfida.
La proposta di legge di partecipazione popolare denominata "Spazio ai Giovani" non nasce nel chiuso di un ufficio, ma intende radicarsi nelle cento piazze della Campania attraverso una capillare campagna di ascolto e una raccolta firme destinata a smuovere il dibattito pubblico regionale.
L’analisi che accompagna questa manovra è spietata e si fonda su numeri che raccontano una lenta agonia territoriale. I dati del Cnel richiamati durante l'incontro descrivono un trasferimento di capitale umano dal Sud verso il Nord Italia che, tra il 2011 e il 2024, ha sottratto al Mezzogiorno una ricchezza stimata in 147 miliardi di euro. In questo desolante scenario di spopolamento, la Campania occupa il posto più amaro, con un saldo negativo di 59 miliardi di euro e l'abbandono da parte di 196mila giovani che hanno cercato altrove quel futuro che la propria terra non è riuscita a garantire.
D’Errico non usa mezzi termini, respingendo l'accusa di voler cedere al facile giovanilismo e denunciando, al contrario, una colpevole esclusione dei ragazzi dal processo di sviluppo, vittima di un sistema dove le porte restano sbarrate a chi non appartiene a cerchie consolidate.
Il cuore del problema risiede in un cortocircuito culturale e politico che D’Errico imputa al familismo e alle liste bloccate, meccanismi che alimentano la sfiducia nei confronti delle istituzioni. La sua strategia punta a una rottura definitiva con questo passato, cercando di trasformare in norme concrete le istanze che emergeranno da un form digitale aperto a tutte le proposte dei ragazzi su lavoro, formazione e partecipazione.
Parallelamente all'impegno per la legge di iniziativa popolare, il consigliere ha fatto il punto su un semestre di mandato già denso di battaglie, dall'aggiornamento del registro tumori alla tutela dei caregiver familiari, fino alle mozioni mirate a elevare i tirocini retribuiti in Campania, con l'ambizione di renderla la regione con i compensi più alti d’Italia per chi si affaccia al mondo del lavoro.
In un'aula gremita, alla presenza di figure istituzionali come i sindaci di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, e di Caivano, Antonio Angelino, insieme all’assessore napoletano Valerio Di Pietro, la narrazione si è fatta intima grazie alla partecipazione di Simona Capone fidanzata di Santo Romano vittima innocente della violenza giovanile e del comico Daniele Ciniglio. È emersa l'immagine di una terra che non chiede concessioni, ma opportunità concrete per far emergere nuovi leader sindacali, professionali e istituzionali. La proposta di destinare spazi fisici nelle strutture regionali ai progetti giovanili è solo un tassello di una visione più ampia, finalizzata a non lasciare più che il rinnovamento sia un privilegio ereditario, ma il risultato di un merito collettivo che, se non valorizzato ora, rischia di condannare la Campania a un declino irreversibile.