Il negoziato tra Stati Uniti e Iran entra in una fase decisiva. Donald Trump assicura che con Teheran “faremo un grande accordo”, ma allo stesso tempo chiede nuove modifiche alla bozza preparata dai suoi inviati. Il punto centrale resta il programma nucleare iraniano, insieme alla tenuta della tregua e alla sicurezza nello Stretto di Hormuz.

La linea della Casa Bianca

In un’intervista a Lara Trump su Fox News, il presidente americano ha rivendicato la possibilità di “guidare il Medio Oriente verso la stabilità e la pace”, definendo questo passaggio un momento raro. Ma il dossier non è chiuso. Secondo Axios, Trump avrebbe chiesto emendamenti durante una riunione nella Situation Room, in particolare sulle garanzie relative ai materiali nucleari iraniani.

Il negoziato procede lentamente

Trump ha anche chiarito di non voler accelerare i tempi. “Non ho fretta”, ha detto, sostenendo che un’intesa affrettata rischierebbe di essere debole. Nelle ultime ore fonti diplomatiche hanno parlato di una possibile estensione della tregua per 60 giorni, ma Teheran non ha confermato pienamente il quadro riferito da fonti statunitensi.

Pressione militare e petrolio

Sul tavolo resta anche l’opzione della forza. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha affermato che gli Stati Uniti sono pronti a riprendere gli attacchi se la diplomazia fallisse. La partita ha effetti diretti anche sui mercati energetici: Trump collega l’accordo a un possibile calo dei prezzi della benzina, mentre la sicurezza di Hormuz resta uno dei nodi strategici.

Un’intesa ancora possibile

La Casa Bianca continua a presentare l’accordo come raggiungibile, ma la distanza tra annuncio politico e firma resta ampia. Per Trump, l’intesa dovrà impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare e rafforzare il controllo sul materiale atomico residuo. Per Teheran, invece, il negoziato resta legato anche a sanzioni, asset congelati e garanzie di sicurezza.