Nuovi sviluppi nell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sulla fuga dei cavalli imbizzarriti che nella notte tra venerdì e sabato hanno attraversato al galoppo la via Cristoforo Colombo, seminando il caos nel traffico della capitale. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione sull’origine dei fuochi d’artificio esplosi durante le prove della parata del 2 giugno, ritenuti la causa scatenante della reazione degli animali.

Secondo gli ultimi accertamenti, un appartenente al Gruppo Pronto Intervento Traffico della polizia locale avrebbe ammesso davanti ai colleghi di aver acceso le batterie pirotecniche utilizzate poco prima della fuga. L’uomo sarebbe stato già segnalato nell’informativa trasmessa ai magistrati e rischierebbe contestazioni legate alle lesioni colpose e alla gestione dei materiali esplodenti in area pubblica. Gli investigatori stanno inoltre verificando eventuali responsabilità di altri agenti presenti durante l’episodio.

Il bilancio dei feriti

Resta pesante il bilancio della notte di paura. Quattro persone sono rimaste ferite, tra cui una giovane militare dei Lancieri di Montebello e una poliziotta, entrambe ricoverate ma fuori pericolo. Feriti anche numerosi cavalli impiegati nelle prove della sfilata. L’ultimo animale disperso è stato recuperato soltanto all’alba nella zona del Divino Amore, a molti chilometri dal punto di partenza.

Le immagini dei cavalli lanciati nel traffico hanno continuato a circolare per tutta la giornata sui social network, trasformando l’episodio in uno dei casi più discussi del fine settimana romano.

Le verifiche sulla catena di comando

L’inchiesta punta ora a chiarire non soltanto chi abbia acceso i fuochi, ma anche chi fosse a conoscenza dell’iniziativa e se esistessero autorizzazioni o consuetudini interne legate alle prove della parata. Il comandante della polizia locale, Mario De Sclavis, ha annunciato che verranno adottati provvedimenti disciplinari qualora emergano responsabilità accertate.

Intanto il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso vicinanza ai militari e agli agenti rimasti feriti, mentre cresce il dibattito sulla sicurezza delle esercitazioni e sull’impiego degli animali nelle cerimonie istituzionali.

Lunedì è attesa una prima informativa ufficiale in Procura. Sarà il documento che dovrà chiarire la dinamica completa di una vicenda che, per pochi centimetri e pochi secondi, avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia ben più grave.