Caivano

Le fiamme hanno illuminato la notte di Enego, piccolo comune vicentino dell'Altopiano di Asiago. Ma il bagliore dell'attentato incendiario contro l'abitazione del giornalista Adriano Cappellari arriva fino a Caivano, a quel Parco Verde che il giovane cronista racconta da tempo con attenzione e costanza, seguendo da vicino anche l'attività di don Maurizio Patriciello.

Poco dopo la mezzanotte ignoti hanno lanciato una o più bottiglie incendiarie contro la casa del giornalista, lasciando sul posto anche alcune bombole di gas. Un'azione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che ha richiesto l'intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco per mettere in sicurezza l'area e disinnescare gli ordigni rimasti inesplosi.

Un episodio inquietante che assume contorni ancora più preoccupanti alla luce delle rivelazioni di don Maurizio Patriciello. Il parroco del Parco Verde ha infatti ricordato come già nei mesi scorsi fossero arrivate lettere di minacce rivolte a lui, al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e allo stesso Cappellari.

"Quando ho ricevuto quella lettera ho subito avvisato Adriano", racconta il sacerdote all'Adnkronos. Da quel confronto sarebbe emerso un dettaglio inquietante: nelle missive ricevute compariva la stessa fotografia che ritraeva don Patriciello e il giornalista insieme a Caivano. Un elemento che farebbe pensare a un'unica matrice dietro le intimidazioni.

Non è un caso che la notizia abbia suscitato particolare attenzione proprio nell'area nord di Napoli. Cappellari, pur vivendo a centinaia di chilometri di distanza, negli ultimi anni ha scelto di raccontare Caivano senza fermarsi ai titoli e agli stereotipi. Ha seguito da vicino le trasformazioni del territorio, il lavoro della parrocchia di San Paolo Apostolo e le battaglie civili portate avanti da don Patriciello.

Per questo l'attentato assume un valore che va oltre il singolo episodio criminale. Tocca il tema della libertà di informazione e colpisce chi ha deciso di puntare i riflettori su una realtà spesso raccontata soltanto nei suoi aspetti più drammatici.

Lo stesso sacerdote ha condiviso sui social una fotografia che lo ritrae accanto al cronista nella chiesa di Caivano, pubblicandola insieme all'immagine dell'attentato. Due scatti che raccontano due facce della stessa storia: da una parte il lavoro quotidiano di chi prova a costruire legalità e speranza, dall'altra il tentativo di intimidire e spaventare.

La prossima settimana don Patriciello dovrebbe essere a Bassano del Grappa, a pochi chilometri da Enego, per un incontro già programmato. Un appuntamento che ora potrebbe essere rivalutato alla luce degli ultimi sviluppi. "Sono un po' confuso", ammette il parroco, affidandosi alle valutazioni delle forze dell'ordine che stanno seguendo il caso.

Le indagini dovranno chiarire chi abbia agito e soprattutto perché. Ma una cosa appare già evidente: il fuoco acceso davanti alla casa di Adriano Cappellari non riguarda soltanto un giornalista veneto. Tocca anche Caivano, la sua storia recente e tutte quelle persone che, tra mille difficoltà, continuano a raccontare e difendere un territorio che non vuole più piegarsi alla paura.