Benevento

Una beffa amara. L'Apice si ferma a sessanta secondi dai supplementari, quando un gol del tarantino Trombino (94') ha rimodellato il risultato finale sul 2 a 1: una serie di rimpalli, di tocchi di testa e il colpo di coscia del giocatore jonico che scavalcava l'ottimo Fusco. Il Taranto, che aveva vinto la sfida d'andata per 3 a 1) ora troverà in finale il Gladiator di Santa Maria Capua Vetere (7/14 giugno, domani il sorteggio per chi giocherà per primo in casa), mentre l'Apice potrà ugualmente essere felice per aver sfiorato l'impresa contro un autentico colosso in questo campionato di Eccellenza.

L'Apice di Renato Cioffi è andato vicino all'impresa, ha fallito un rigore in apertura (parato dal portiere tarantino), poi ne ha segnato un altro con Colarusso, andando al riposto in vantaggio col minimo scarto. Nella ripresa una splendida azione sulla destra ha messo in condizione Schinnea (12' st) di battere da centro area a colpo sicuro per il 2 a 0. 

La squadra di Cioffi ha sofferto, ha stretto i denti e sembrava poter portare la sfida almeno ai tempi supplementari. Invece il Tarato proprio all'ultimo assato ha trovato il gol qualificazione dal nei entrato Trombino.

Alla fine il tecnico tarantino Ciro Danucci se l'è presa abbastanza con l'arbitro: “Abbiamo sprecato l'impossibile. Partita rocambolesca, arbitraggio discutibile, ma sono soddisfatto della squadra che ci ha creduto fino alla fine. L'Apice è stato un “finto buono”, ma oggi l'arbitraggio è stato pessimo”. 

Signorile il commento del presidente dell' Apice, Pepe: “Avevo chiesto ai ragazzi di giocare fino all'ultima goccia di sudore: dispiace, fa male prendere gol all'ultimo minuto, ma va dato merito al Taranto, che andrà a fare la finale. Sicuramente “Apice che batte Taranto” ce lo ricorderemo per tutta la vita. Il risultato ci ha dato torto, ma l'Apice ha dimostrato di essere una realtà. Siamo gente di paese, comunque nella nostra società resterà un poster in cui c'è scritto: Apice batte Taranto 2-1”.

Nel "frame" di Antenna Sud, il gol dell'illusione di Schinnea: il 2 a 0 che avrebbe potuto portare ai supplementari