Pietrelcina

Un fiume rosa di luci, emozioni e solidarietà ha attraversato i luoghi simbolo della spiritualità di San Pio in occasione della quarta edizione di "Una luce per la vita – Fiaccolata per i malati oncologici".
Migliaia di persone hanno preso parte all'evento promosso e organizzato dalle associazioni The Power of Pink e Rosa Samnium insieme al senologo e primario della Breast Unit dell'Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino, Carlo Iannace, ideatore di una manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento per la sensibilizzazione, la prevenzione e il sostegno ai pazienti oncologici.

La marcia, carica di significato e partecipazione, si è snodata da Piana Romana fino a Pietrelcina lungo la storica Via del Rosario, il percorso che San Pio era solito percorrere. Un cammino di riflessione, preghiera e speranza che ha unito famiglie, pazienti, volontari, operatori sanitari e cittadini in un grande abbraccio collettivo.

A sottolineare il valore dell'iniziativa è stato il sindaco di Pietrelcina, Salvatore Mazzone, che ha evidenziato la crescita costante della manifestazione sia nei contenuti sia nella partecipazione.

"Ogni anno questa manifestazione si arricchisce di contenuti e di partecipazione", ha dichiarato il primo cittadino. "Da qui partono messaggi importanti sull'importanza della prevenzione oncologica, ma soprattutto sul valore del camminare insieme. Questo fiume rosa illuminato d'amore vuole essere la testimonianza di un abbraccio collettivo, la dimostrazione che nessuno è solo e deve sentirsi solo. Camminando insieme si raggiunge la meta, si va lontano e il percorso diventa più leggero".

Parole che sintetizzano perfettamente lo spirito dell'evento, nato per accendere i riflettori sull'importanza della diagnosi precoce e della prevenzione, ma anche per offrire sostegno umano e vicinanza a chi affronta il difficile percorso della malattia.

Grande soddisfazione è stata espressa anche da Carlo Iannace, che ha ricordato le origini dell'iniziativa e il suo sorprendente sviluppo nel corso degli anni.

"Siamo già alla quarta edizione", ha spiegato. "È nata quasi in sordina, sembrava una manifestazione fine a se stessa, ma pian piano ha richiamato sempre più persone. Oggi tutti ci chiedono di continuare perché questa iniziativa significa parlare di prevenzione, di controlli e di esami, ma soprattutto essere vicini alle persone che stanno affrontando un problema".

Per il medico, la cura non può limitarsi esclusivamente all'aspetto sanitario. "Le persone possono essere curate non solo con le medicine, ma anche attraverso percorsi di fede e di speranza. Oggi, nella vita frenetica che viviamo, spesso manca proprio questo. La cura deve essere fatta con la vicinanza, con la presenza e con un sorriso".

La fiaccolata di Pietrelcina si conferma così molto più di una semplice manifestazione: è un messaggio di solidarietà che attraversa la comunità e raggiunge chi combatte ogni giorno contro la malattia. Una luce accesa sulla prevenzione, ma soprattutto sulla forza della condivisione, della fede e della speranza, capace di trasformare un cammino in un simbolo di rinascita e sostegno reciproco.