Si è conclusa nel peggiore dei modi la vicenda di Immacolata Panico, la giovane di 22 anni originaria di Pomigliano d’Arco, di cui si erano perse le tracce nella mattinata di ieri, 31 maggio. Quella che era iniziata come una corsa contro il tempo, alimentata da appelli disperati sui social network e dalla mobilitazione di un’intera comunità, si è infranta contro la cruda realtà di un ritrovamento che ha scosso profondamente il capoluogo campano.
Le ultime ore di Immacolata
Tutto era cominciato attorno alle dieci del mattino, quando la giovane era stata avvistata per l'ultima volta nell'area del complesso direzionale. La descrizione diffusa dai familiari -160 centimetri di altezza, corporatura esile, capelli castani e un abbigliamento, quel top rosa e i pantaloni beige, che rimane impresso come l'ultima immagine di una vita spezzata - aveva trasformato il web in una rete di solidarietà. "Aiutateci a ritrovarla", imploravano i parenti, ignari che il loro grido di aiuto si sarebbe scontrato, poco dopo, con il ritrovamento del corpo senza vita della ragazza ai piedi della Torre Ferlaino, l'Isola B8 che svetta su Napoli Est.
Il mistero dietro il volo dal ventiduesimo piano
Secondo i primi accertamenti, Immacolata sarebbe precipitata nel vuoto dal ventiduesimo piano dell'edificio. Le prime ipotesi parlano di gesto estremo ma la Polizia giunta sul posto sta indagando per fare luce, cercando di ricostruire i tasselli. Chi conosceva la giovane, parla di una ragazza sensibile e tranquilla che non aveva mai dato segnali premonitori.
Mentre la Procura avvia i rilievi di rito e la comunità di Pomigliano d’Arco si stringe attorno al dolore incolmabile della famiglia, Napoli piange una giovane che, nel silenzio di una domenica di fine maggio, ha perso la vita tra i grattacieli del centro direzionale.