Savignano Irpino

 

Da Giuseppe Pegna, riceviamo e pubblichiamo

Per tredici lunghi anni, ogni volta che passavo davanti al mobilificio, sentivo una fitta profonda attraversarmi l’anima nel vedere quelle porte chiuse e quelle luci spente, come se il tempo si fosse fermato tra quelle mura silenziose. Eppure, dentro di me, custodivo una certezza incrollabile: un giorno quelle porte si sarebbero riaperte e quel luogo sarebbe tornato a pulsare di vita, riportando alla luce un pezzo prezioso della storia della famiglia Pegna e dell’intera comunità di Savignano Irpino.

Mio padre Nicola ha dedicato la sua intera vita a quella struttura. Era un uomo laborioso, generoso e profondamente appassionato di automobili.

Per questo motivo vedere il suo nome legato a un raduno Ferrari è stata per me un’emozione indescrivibile, un momento capace di riempire il cuore di orgoglio e commozione. Oggi il suo ricordo non vive soltanto nei nostri cuori, ma anche nel Memorial che porta il suo nome e che resterà nel tempo come una luce viva, testimonianza della sua passione e del suo esempio.

Questo evento non è servito soltanto a ricordare una persona speciale. È stato anche un modo per mostrare ai miei figli, Andrea e Nicola e alle mie nipoti, Dorotea e Beatrice, chi era il loro nonno e quale eredità umana abbia lasciato nella sua breve ma intensa vita terrena. Volevo che conoscessero non soltanto il suo nome, ma anche i suoi valori, il suo lavoro e quella passione ardente che ha illuminato il suo cammino per tutta la vita.

Entrare nel mondo Ferrari è stato un onore. Ogni vettura esposta raccontava una storia fatta di sogni inseguiti con coraggio, sacrifici, passione e dedizione. Desidero ringraziare tutti i Ferraristi che hanno partecipato: persone straordinarie, accomunate da un entusiasmo autentico e contagioso. Ho ascoltato con interesse i loro racconti, le loro esperienze e le loro avventure. Ho compreso che per molti di loro la Ferrari non rappresenta semplicemente un’automobile, ma un simbolo, una parte profonda della propria identità e della propria storia. Da questa esperienza porto con me nuovi insegnamenti, nuove amicizie e un bagaglio umano e culturale ancora più ricco.

Desidero inoltre ringraziare tutti gli spettatori che hanno partecipato numerosi, i Ferraristi provenienti da varie regioni d'Italia, l’intera équipe che ha lavorato con impegno e passione alla realizzazione dell’evento, in particolare Gianni Vigoroso e Antonio Perna, la Guardia Nazionale Ambientale. Un sincero grazie ai Comuni di Savignano Irpino e Greci per il patrocinio, e a Domenico Gambacorta per la sua presenza e il suo bellissimo intervento.

Un ringraziamento speciale va a mia madre, alle mie sorelle e a mia moglie, che hanno creduto in questo progetto e mi hanno sostenuto con fiducia e affetto.

Infine, il mio grazie più sentito va alla famiglia Scaperrotta e in particolare ad Alberto, anima e motore di questa iniziativa. Se tutto questo è stato possibile, lo dobbiamo soprattutto a lui. È una persona che parla poco ma realizza molto, e sin dal nostro primo incontro è nata una forte sintonia umana e organizzativa. Colgo questa occasione per dirgli pubblicamente che gli voglio bene e che ha contribuito a realizzare un sogno che custodivo nel cuore da anni, come una fiamma mai spenta. Spero che questa collaborazione possa continuare nel tempo, perché da persone come lui si può solo imparare, crescere e diventare migliori.

Le luci del mobilificio si sono riaccese per due giorni, ma nel mio cuore hanno acceso una scintilla destinata a brillare per sempre. Per questo porterò con me ogni istante della “Notte Rossa” come uno dei ricordi più belli, intensi e significativi della mia vita.