La minaccia di Teheran porta la crisi mediorientale su una soglia più alta. Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, l’Iran avrebbe messo in agenda la chiusura completa dello stretto di Hormuz e l’attivazione di altri fronti, compreso Bab el-Mandeb, passaggio decisivo sul Mar Rosso. La mossa viene presentata come risposta all’offensiva israeliana in Libano e come forma di pressione contro Israele e i suoi alleati.

Il nodo dei negoziati

In parallelo, i media iraniani riferiscono la sospensione dei negoziati con gli Stati Uniti finché Israele non fermerà le operazioni a Gaza e in Libano. La posizione è stata rilanciata anche da fonti internazionali, che segnalano il deterioramento del canale diplomatico tra Washington e Teheran.

La pressione sulle rotte

La chiusura di Hormuz avrebbe un impatto immediato sui mercati energetici, mentre un blocco di Bab el-Mandeb allargherebbe la crisi al traffico commerciale tra Asia, Europa e Mediterraneo. La tensione si innesta su settimane di scontri, raid e accuse reciproche, con il fronte libanese tornato al centro dell’escalation.

Il fronte libanese

Secondo le ultime ricostruzioni, l’offensiva israeliana in Libano ha provocato migliaia di vittime e oltre un milione di sfollati. Hezbollah, alleato dell’Iran, resta il perno militare del fronte settentrionale contro Israele, mentre la diplomazia internazionale prova a evitare che la crisi marittima si trasformi in un nuovo shock globale.